Sri Lanka: è allarme per le microplastiche finite in mare dopo l’incendio sulla nave cargo. Ecosistemi compromessi per anni

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Nello Sri Lanka è allarme per le tonnellate di microplastiche finite in un lungo tratto di costa a seguito dell'incendio scoppiato sulla nave cargo

Da oltre 10 giorni una nave cargo è in fiamme nell’Oceano Indiano, al largo dello Sri Lanka, Paese che sta facendo i conti con il peggiore disastro ambientale di sempre. Nelle ultime ore le autorità srilankesi hanno dichiarato di essere riuscite a contenere l’incendio, ma adesso il problema principale è rappresentato dalle tonnellate di microplastiche si sono riversate in un lungo tratto di costa. 

La nave su cui è scoppiato l’incendio lo scorso 21 maggio trasportava 25 tonnellate di acido nitrico (HNO3), utilizzato nella produzione di fertilizzanti ed esplosivi. Inoltre, l’imbarcazione trasportava tre contenitori di pellet di plastica, ciascuno del peso di 26 tonnellate. E, a seguito dell’incendio, tonnellate di minuscole palline di plastica (chiamate “nurdles“) sono finite in mare e hanno invaso le spiagge della costa meridionale dello Sri Lanka, compromettendo così interi ecosistemi. Secondo le autorità che si occupano di protezione marina, l’inquinamento provocato da questo incidente provocherà ingenti danni a cui il Paese dovrà far fronte per diversi anni. 

Il pericolo delle microplastiche

Restano ancora da chiarire la cause dell’incendio divampato sulla nave portacontainer, ciò che è certo è che si tratta di un disastro ambientale senza precedenti per il Paese. 

Crediamo che sia stato causato da una reazione chimica dovuta alla fuoriuscita di acido nitrico – ha spiegato Darshani Lahandapura, Presidente dell’Autorità per la protezione dell’ambiente marino dello Sri Lanka.  –Abbiamo mobilitato rapidamente il nostro personale e i militari per iniziare a rimuovere i nurdles dai lunghi tratti della della nostra costa occidentale.

Le palline di plastica via via recuperate recuperate dalle spiagge saranno saranno scaricate in un deposito di rifiuti pericolosi fino a quando non saranno analizzati e successivamente distrutti.  Le autorità srilankesi hanno anche avvertito la popolazione di toccare i nurdles, che potrebbero essere contaminati da sostanze chimiche pericolose. 

Queste piccole palline di plastica rappresentano, infatti, una delle principali fonti di inquinamento da microplastiche degli oceani. A causa delle loro piccole dimensioni e della forma rotonda, spesso vengono scambiati per cibo da diverse specie marine che muoiono dopo averle ingerite.

I nurdles possono anche assorbire altre sostanze chimiche pericolose nel tempo, contribuendo a contaminare gran parte della catena alimentare. Per questo gli scienziati e gli ambientalisti temono che le conseguenze del disastro avvenuto in Sri Lanka possano persistere per lunghi anni. 

Fonte: Mongabay/Sri Lanka Air Force

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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