Solvay: cosa sappiamo sul controverso rinnovo dell’AIA che autorizza altri 12 anni di scarichi in mare

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La multinazionale belga Solvay con sede italiana a Rosignano Marittimo (LI) ha ricevuto nuovamente l'Autorizzazione Integrata Ambientale per i prossimi 12 anni

Sta per finire investito, la mamma lo salva

In provincia di Livorno, a Rosignano Marittimo, lo stabilimento del colosso belga Solvay che produce bicarbonato di sodio dal 1912 si trova nuovamente nell’occhio del mirino da quando lo scorso 20 gennaio, come reso noto dal decreto del Ministero della transizione ecologica pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ha ricevuto nuovamente l’A.I.A., l’Autorizzazione Integrata Ambientale per i prossimi 12 anni di attività industriale.

L’A.I.A. è un provvedimento che viene rilasciato, rinnovato e riesaminato dal Ministro dell’ambiente che disciplina l’esercizio di un impianto e che prevede, mediante le sue norme, misure finalizzate a ridurre le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo, nonché lo smaltimento dei rifiuti in maniera sicura per l’ambiente.

Nel 2015 la Solvay aveva ricevuto nuovamente l’A.I.A. per lo stabilimento livornese con scadenza 2027, ma questo provvedimento è stato inaspettatamente rinnovato con ben 5 anni di anticipo, dopo tutte le critiche mosse da associazioni e ambientalisti italiani e non, come anche il Bluebell Capital Partners, per gli scarichi di rifiuti tossici versati nelle acque di Rosignano Marittimo e nei terreni adiacenti che hanno dato vita a quelle che sono note come “le bianche spiagge caraibiche livornesi”, ma che in realtà di naturale non hanno proprio niente. (Leggi anche: Spiagge bianche: le spiagge caraibiche create da Solvay)

Vista la polemica sollevata da questo rinnovo, il 1 febbraio il Ministero della Transizione Ecologica ha comunicato che non vi sia alcun nesso tra la revisione dell’AIA nel gennaio 2022 con la scadenza dell’AIA precedente prevista per il 2027 e che la revisione dell’A.I.A. di Solvay è stata disposta dal precedente governo nel marzo 2018 e prima che si costituisse il Ministero della Transizione Ecologica così come che Roberto Cingolani, che sui social è stato definito il “Ministro dei veleni”, entrasse in carica.

Con il rinnovo dell’A.I.A. lo stabilimento Solvay italiano è stato autorizzato portare avanti la sua produzione di soda e, come previsto dal decreto,a sversare nei prossimi 12 anni un massimo di 250mila tonnellate all’anno di rifiuti e scarti di produzione nel nostro mare. Questo avviene e continuerà ad avvenire attraverso un canale aperto in mare considerato pienamente in regola con le BAT Best Available Techniques, le migliori tecniche impiantistiche per garantire un elevato livello di protezione ambientale. Anche se così non pare.

Nonostante gli investimenti e le misure più ecologiche che la multinazionale dichiara di aver preso, per i prossimi 12 anni gli scarti tossici della produzione Solvay a Rosignano continuarono a norma di legge ad avvelenare i nostri mari e la nostra terra e con tutte le ripercussioni che questo ha già sulla salute dei cittadini.

Questa autorizzazione rappresenta semplicemente un nuovo punto di partenza che ci sfida a fare ancora di più e meglio nei prossimi anni, per i lavoratori che rappresentiamo, per il territorio circostante e per il futuro dei nostri figli. Siamo pronti ad affrontare le ulteriori difficili sfide con i fatti e con il duro lavoro quotidiano a difesa dello stabilimento di Rosignano e dei lavoratori che in esso lavorano e vivono”

rassicura la CGIL della Provincia di Livorno sui suoi canali.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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