Shock in Francia, 100mila pesci morti galleggiano al largo delle coste

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Più di 100mila pesci morti stanno galleggiando al largo della costa occidentale della Francia in pieno Oceano Atlantico. Li avrebbe persi un peschereccio

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Una enorme fetta di Oceano Atlantico estesa per circa 3mila metri quadri interamente tappezzata di pesci morti: sono inquietanti le immagini che arrivano dalla Francia. Qui, al largo della costa occidentale, nel Golfo di Biscaglia, il peschereccio di proprietà olandese FV Margiris ha perso nei giorni scorsi un’enorme quantità di melù, una sottospecie di merluzzo, creando un tappeto galleggiante di carcasse.

Il ministro della Marina francese, Annick Girardin, ha chiesto all’autorità nazionale di sorveglianza della pesca di avviare un’indagine.

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Sono oltre 100mila pesci morti che erano stato catturati dal maxi peschereccio, il secondo più grande del mondo, e poi finiti di nuovo in mare giovedì a causa della rottura di una delle reti dell’imbarcazione.

La scoperta è stata fatta dalla ONG Sea Shepherd, che per prima ha pubblicato le immagini delle carcasse, e la spiegazione è arrivata dalla Pelagic Freezer-Trawler Association (PFA), l’associazione del settore che rappresenta l’armatore della nave. Secondo la PFA si tratterebbe di un “evento molto raro”, sottolineando che, “in linea con il diritto dell’Ue, l’incidente è stato registrato nel giornale di bordo della nave e segnalato alle autorità dello Stato di bandiera della nave, la Lituania”.

L’armatore ha riconosciuto un incidente a bordo, ha concluso la ministra riferendosi alla società proprietaria del peschereccio, la Parleviliet & Van der Plas.

Pescherecci come il Margiris utilizzano reti a strascico lunghe più di un chilometro e trasformano il pesce negli stabilimenti di bordo, una pratica già fortemente criticata dagli ambientalisti.

Dopo le proteste degli attivisti, la Margiris è stata costretta a lasciare le acque australiane nel 2012. La nave aveva una quota per trasportare 18mila tonnellate di pesce dal mare, ma è stata bandita dall’allora ministro dell’ambiente laburista Tony Burke a seguito di una protesta pubblica.

Vedremo come finirà.

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Fonte: Sea Shepherd

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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