Scarichi abusivi di liquami e rifiuti abbandonati sul suolo: sequestrato allevamento di bufale a Castel Volturno

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Sequestrato un allevamento di bufale a Castel Volturno. L'accusa è inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti speciali

I carabinieri forestali hanno sequestrato un allevamento di bufale a Castel Volturno (Caserta) per gravi illeciti ambientali. Le forze dell’ordine hanno infatti scoperto che l’azienda smaltiva illecitamente il liquame delle bufale e non aveva tutta la documentazione idonea per condurre l’attività.

Il titolare dell’allevamento bufalino di via Potenza a Castel Volturno dovrà rispondere di reati molto gravi: inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti speciali.

I carabinieri forestali di Castel Volturno hanno infatti scoperto all’interno dell’allevamento uno scarico abusivo che, tramite una vasca interrata, faceva defluire i liquami, provenienti dall’ambiente dove si trovavano le bufale, all’interno di un canale perimetrale.

Di questo scarico di liquami non vi era alcuna documentazione attestante lo svuotamento o lo smaltimento periodico.

Ma il problema delle mancate documentazioni era ben più ampio e non riguardava solo gli scarichi di rifiuti speciali prodotti nell’allevamento. L’azienda era carente anche di altri importanti documenti obbligatori per poter condurre la propria attività come la comunicazione al Comune e il piano di utilizzazione agronomica.

Inevitabile il sequestro dell’allevamento e la denuncia del titolare per gravi illeciti ambientali. Nello specifico dovrà rispondere di  gestione illecita di rifiuti speciali costituiti da effluenti zootecnici ed utilizzazione agronomica (sempre di effluenti zootecnici) al di fuori dei casi previsti dalla legge.

Nel corso del controllo, i carabinieri forestali hanno anche trovato rifiuti abbandonati sul suolo. Si trattava di contenitori di plastica, residui di ferro, vecchi pneumatici, bombole di gas e altri rifiuti ingombranti. Anche in questo caso l’azienda non aveva alcun contratto di smaltimento con ditte specializzate né registri di scarico rifiuti. Per questo gli è stata anche presentata una multa di 2000 euro.

Sempre troppo poco per i danni che producono all’ambiente aziende gestite in questo modo. E, purtroppo, non è neanche la prima volta che accade. In provincia di Caserta, nell’ottobre scorso, c’era stato un altro sequestro. Si trattava di un allevamento bufalino del comune di Grazzanise (CE).

Fonti: Aska / Cronache della Campania

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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