Se il relitto non è la “nave dei veleni” Cunsky, cos’è allora ?

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Quella in fondo al mare, al largo delle coste tirreniche cosentine, non è la nave Cunsky. E fino a 300 mt. di profondità, non sono state rilevate alterazioni della radioattività.

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Svolta nelle ispezioni al largo di Cetraro sulla presunta Nave dei veleni. L’agenzia stampa Apcom riporta la notizia secondo cui quella in fondo al mare, al largo delle coste tirreniche cosentine, non è la nave Cunsky, ossia la nave contenente fusti di scorie radioattive segnalata dal pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti. Ma non solo.

Dai primi risultati delle analisi ambientali effettuate fino a 300 mt. di profondità, non sono state rilevate alterazioni della radioattività. Cautelativamente però il ministro Stefania Prestigiacomo non esclude che “i fusti contenuti nel relitto possano contenere rifiuti pericolosi o radioattivi e per questo il programma di indagini della “Mare Oceano” proseguirà con il prelievo di sedimenti dai fondali, di carotaggi in profondità e con il prelievo di campioni dai fusti”.

Il ministro assicura inoltre l’impegno del Governo contro le ecomafie e la risoluzione del mistero della Cunsky. Allo stesso tempo esorta alla prudenza ed alla responsabilità gli ambientalisti, l’opposizione ed i media, rei di aver procurato allarmismo sociale ed economico per la Calabria. Siamo d’accordo, a patto che nessuno cavalchi la comunicazione allarmista e che non venga impedito di chiedere che sia fatta piena luce, la nostra unica preoccupazione. Per questo la ringraziamo.

Mario Notaro

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