Scompare il secondo lago più grande della Bolivia, senza la fonte di vita gli indigeni sono costretti a emigrare

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Il secondo lago più grande della Bolivia è sparito, prosciugato 6 anni fa per la crisi climatica, con pesanti conseguenze sulla popolazione

Il secondo lago più grande della Bolivia è sparito. Si è prosciugato circa sei anni fa, vittima del restringimento dei ghiacciai e delle deviazioni dell’acqua per l’irrigazione dei terreni agricoli.

Il fenomeno atmosferico denominato “El Niño” del 2015 ha contribuito, oltre all’essere umano e alle deboli politiche ambientali, al prosciugamento del lago, portando  un’intensa siccità in tutta la Bolivia.

La flora e la fauna sono state fortemente colpite e le attività umane intorno al lago sono completamente cessate. Il 17 dicembre 2015, l’Assemblea Legislativa del dipartimento di Oruro ha dichiarato ufficialmente l’area vittima di un disastro ecologico.

Nelle zone andine, con l’altitudine, la temperatura è salita più che in altre aree: il clima sempre più caldo e secco ha reso il recupero di questo patrimonio naturale gradualmente più improbabile, ormai impossibile.

Per molte generazioni, la patria del popolo Uru nella Bolivia sud-occidentale non era affatto terra: erano le acque salmastre di questo lago, uno specchio d’acqua era fonte di vita.

Gli Uru un tempo dominavano un’ampia area della regione, intorno al confine cileno e non lontano da quello argentino. Oggi questa popolazione conta 635 anime,  che ormai cercano altri modi per sopravvivere in questa terra arida.

I nostri nonni pensavano che il lago sarebbe durato tutta la vita, e ora il mio popolo è vicino all’estinzione perché la nostra fonte di vita è andata perduta

ha detto Luis Valero, capo delle comunità Uru.

A causa della siccità, gli abitanti, specialmente i più giovani, sono costretti a emigrare, cercando lavoro come  come braccianti, pastori o minatori in altre città. 

Valerio Rojas, che una volta si guadagnava da vivere pescando nel lago, racconta che secondo gli anziani del villaggio il lago torna e essere pieno d’acqua ogni 50 anni. Ma guardando la distesa di sale riarsa e bordata di bianco, confessa i suoi dubbi:

Ogni 50 anni il lago Poopo si riempiva, così dicevano i nostri nonni. Sarebbero passati 50 anni nel 2026, dal momento che il lago era in buono stato. Ora aspettiamo il 2026. Il lago si riempirà di nuovo? Con questo cambiamento climatico e l’inquinamento, mi sembra che il meteo non possa più essere previsto. Nella nostra lingua aymara diciamo che “la nostra madre terra è stanca”

Anche gli scienziati stanno diventando scettici. Jorge Molina, un ricercatore dell’Universidad Mayor de San Andres, afferma che le montagne delle Ande stanno superando l’aumento della temperatura media globale, specialmente durante il giorno, il che significa che l’evaporazione è aumentata, rendendo particolarmente difficile a un lago poco profondo  di sopravvivere.

Un lago che si prosciuga troppo spesso non è più funzionale per fauna, flora e biodiversità – ha detto Molina Reuters.

Il Poopo è la culla di molte comunità indigene boliviane, che hanno resistito al colonialismo spagnolo centinaia di anni fa, ma che stanno affrontando una ancor più grande minaccia per la loro sopravvivenza: la siccità dovuta al cambiamento climatico.

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.

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