Ecopneus: al via la trasparenza nei contributi per il recupero degli pneumatici

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Più trasparenza per chi acquista uno pneumatico da una delle sei aziende di Ecopneus, ossia Bridgestone, Continental, Goodyear-Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli. Al consumatore verrà infatti indicato nella fattura o sullo scontrino fiscale il contributo ambientale per la gestione e il recupero dei PFU

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Da oggi, tutti gli automobilisti che acquisteranno uno pneumatico da una delle sei aziende appartenenti a Ecopneus (società senza fini di lucro per la corretta gestione dei PFU formata da Bridgestone, Continental, Goodyear-Dunlop, Marangoni, Michelin, Pirelli) vedranno indicato in modo chiaro e trasparente (in fattura o sullo scontrino fiscale) il contributo ambientale destinato a coprire la gestione e il recupero degli pneumatici fuori uso (PFU).

Fino ad oggi il contributo esisteva e veniva inserito direttamente nel prezzo al momento della sostituzione di uno o più pneumatici; da oggi invece è obbligatorio specificarlo in modo evidente; d’altro canto i produttori e gli importatori di gomme per auto dovranno organizzare in modo capillare, su tutto il territorio nazionale, la raccolta, il trattamento e il recupero dei PFU. Un progetto che garantisce la tracciabilità e il corretto smaltimento di questo particolare rifiuto.

E come per i RAEE, con questa iniziativa, parte anche la raccolta gratuita dei vecchi pneumatici presso tutti i gommisti d’Italia.

L’idea di identificare e scorporare il contributo ambientale è nato con l’obiettivo di accentuare la lotta alle speculazioni e alle pratiche illegali, alle discariche abusive e incontrollate di PFU, con un taglio dei costi necessari per la bonifica delle zone contaminate, che ricadono sui cittadini; ma anche ridurre i rischi di incendi incontrollati dei depositi abusivi di pneumatici e infine, per creare un sistema industriale e di promozione di un’economia del riciclo, in grado di portare sviluppo economico e nuovi posti di lavoro.

Per info: www.ecopneus.it.

Verdiana Amorosi

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