Dove vanno buttati i gusci delle cozze? Probabilmente hai sempre sbagliato

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La stragrande maggioranza delle persone è convinta che, trattandosi di scarti di alimenti, i gusci dei molluschi possano essere gettati nell’organico. Sbagliato! Anche per loro c’è da differenziare

Gusci, bivalve, o dir si voglia, dove vanno gettati quelli delle cozze una volta mangiate?

Finiti cenoni e pranzi luculliani vari, si dà ahinoi poco peso a una corretta raccolta differenziata e, per esempio, se scartato il panettone dobbiamo porre un attimo di attenzione su cosa va dove (leggi: dove buttare lo stampo del panettone), così vale per tutto il resto: sicuri di conferire ogni rifiuto nel giusto cestino?

Insomma, dopo aver mangiato gli immancabili spaghetti ai frutti di mare, dove vanno a finire i gusci delle cozze (ma anche delle vongole…)?

Alzi la mano chi non era sicuro fino a un attimo fa che, essendo “scarti alimentari”, i gusci dei molluschi potessero finire dritti nell’organico. Ebbene non è così e ponete un attimo di attenzione: il loro è sì un materiale naturale, ma allo stesso tempo è materia durissima ed evidentemente poco degradabile.

Quelle conchiglie che in pratica servono a proteggere la parte molla del mollusco sono essenzialmente fatte di carbonato di calcio, materiale calcareo e non organico.

Va da sé, dunque, che i gusci dei molluschi vanno gettati necessariamente nell’indifferenziato o secco. Stesso discorso vale per i crostacei: anche questi devono essere gettati nell’indifferenziato.

Attenzione, però: la raccolta differenziata dei rifiuti varia da comune a comune. Informatevi presso l’azienda di smaltimento rifiuti, perché in alcune città italiane è possibile smaltire i gusci di cozze e vongole anche nell’organico ed umido.

Alternativa? Lavateli ben bene e fateci qualche lavoretto, un centrotavola o qualche segnaposto simpatico. Ma dopo, dritti nell’indifferenziato (almeno nella maggior parte dei casi)!

 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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