Record di coralli nella Grande Barriera Corallina, ma è davvero una buona notizia?

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Un recente report sullo stato di salute della Grande Barriera Corallina australiana ha mostrato segnali di ripresa del reef ma non come sperati. L'ecosistema corallino rimane tutt'oggi molto vulnerabile ed esposto a un elevato livello di stress ambientale

Sembra ci sia uno spiraglio di luce per la Grande barriera corallina australiana, uno degli ecosistemi più straordinari e fragili dell’intero Pianeta, ma in fondo non è proprio così. Nel reef è stato registrato un recupero significativo dei coralli nella regione settentrionale e centrale pari rispettivamente al +36% e +33%.

A renderlo noto è il rapporto annuale dell’Australian Institute of Marine Science 2021/2022. Le indagini, condotte dall’agosto 2021 a maggio 2022, hanno rivelato la presenza della più ampia copertura corallina degli ultimi 36 anni in due terzi della Grande Barriera Corallina.

Tale record è dato in gran parte dai coralli del genere Acropora. Questi sono caratterizzati da una crescita molto rapida che li ha resi il gruppo più abbondante della Grande Barriera Corallina, a discapito del corallo duro.

Sebbene la notizia possa farci ben sperare, gli esperti allertano che i nuovi coralli sono estremamente vulnerabili e potrebbero perire in niente per via degli effetti del cambiamento climatico. Già a maggio le autorità australiane avevano lanciato nuovamente l’allarme quando la Grande Barriera Corallina è stata colpita dal sesto sbiancamento di massa dei suoi coralli.

Se la resilienza della barriera corallina pare essere aumentata, lo stesso vale per le temperature globali che stanno facendo ribollire gli Oceani. Non in tutta la Grande Barriera Corallina la copertura corallina si è infatti ripresa. Nelle regioni meridionali del reef le popolazioni di coralli duri sono diminuite, passando dal 38% nel 2021 all’attuale 34%.

I reef della Grande Barriera Corallina continuano a essere esposti a fattori di stress cumulativi. La prognosi per il futuro regime di perturbazione suggerisce ondate di calore marine crescenti e di più lunga durata, si legge nel rapporto.

Nonostante i segnali di ripresa, gli esperti dell’Australian Institute of Marine Science non sanno fino a che punto possa spingersi la capacità della Grande Barriera Corallina di far fronte alla crisi climatica. L’equilibrio di questo ecosistema rimane perciò altamente precario.

Fonte: AIMS

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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