Vipera dell’Orsini: questo piccolo rettile è innocuo, ma viene sistematicamente uccisa dall’uomo

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La piccola vipera dell'Orsini (innocua) è minacciata dall'estinzione: è soprattutto l'uomo che la uccide, temendone la pericolosità

Lite tra elefanti

La piccola vipera dell’Orsini (innocua per l’uomo) domina gli Appennini con al sua presenza, ma è minacciata dall’estinzione: è soprattutto l’uomo che la uccide, temendone la pericolosità.

È un piccolo rettile che può stare tranquillamente in una mano. Il suo habitat preferito è quello montuoso del Parco Nazionale del Gran Sasso e la sua esistenza è purtroppo gravemente minacciata. È la vipera dell’Orsini (nome scientifico Vipera Ursinii).

Ha una lunghezza massima di 50 cm, si nutre di piccoli roditori e cavallette e si riproduce ogni due anni, dando alla luce da 4 a 6 piccoli. Ha limitate capacità di movimento, pertanto le possibilità di essere attaccati da questo animale, quindi, sono assai limitate vista la sua lentezza e le dimensioni contenute, a meno che non ci si sieda a terra (e in tal caso bisogna prestare un po’ di attenzione). È considerata dagli esperti la vipera meno pericolosa d’Europa, assolutamente innocua per l’uomo. Tuttavia è da sempre oggetto di persecuzione da parte dell’essere umano.

Infatti, la IUCN la classifica come specie a rischio estinzione al pari del panda gigante o della tigre siberiana. Le autorità europee, invece, si stanno impegnando per la sua salvaguardia, e l’hanno inserita nell’Allegato II della Direttiva habitat 92/43 CEE dove sono state incluse specie la cui conservazione ha richiesto l’individuazione di aree di conservazione speciale.

(Leggi anche: Serpenti in Italia: quali sono e come possiamo distinguere quelli velenosi)

La vipera non è minacciata solo dalle paure dell’uomo: esistono infatti molti fattori ambientali che ne minacciano la sopravvivenza e la riproduzione, come ad esempio la presenza di pascoli che modificano il loro habitat e bestiame ruminante che, con gli zoccoli, distrugge le loro uova. Anche il traffico delle auto uccide accidentalmente esemplari della specie – soprattutto i maschi, che sono più mobili delle femmine e che talvolta si spingono fino al ciglio della strada: se i maschi diminuiscono, vengono a mancare gli avversari per il corteggiamento delle femmine e la prole presenta una minore capacità adattativa, deformità, come assenza di occhi, bicefalia, malformazione delle squame ventrali (a causa di accoppiamenti con consanguinei).

Alcuni esemplari della vipera dell’Orsini sono presenti anche nel Parco Nazionale della Majella, avvistati nell’area compresa fra la Montagna di Ugni, la Valle del Forcone e la zona della Majelletta-Blockhaus. Per la loro salvaguardia e quella degli altri rettili, il Parco ha avviato una campagna di educazione ambientale volta a contrastare la pratica dell’uccisione volontaria di questi animali: fra gli obiettivi, quello di migliorare la conoscenza delle varie specie,  di insegnare a discernere le specie pericolose da quelle non dannose per l’uomo e di far comprendere quanto la presenza di questi animali sia importante per l’ecosistema del Parco.

Fonti: Parco Nazionale della Majella / Parco Nazionale del Gran Sasso

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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