Se noti anche tu queste mantidi “aliene” in balcone, puoi segnalarle attraverso un’app per aiutare la ricerca scientifica

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Negli ultimi anni in Italia sono arrivate alcune specie di mantidi non autoctone, che potrebbero mettere a rischio il nostro ecosistema. Se ti capita di avvistare qualche esemplare, puoi segnarlo agli esperti che stanno monitorando la loro presenza. Ecco come fare e come distinguerle da quella religiosa

Agile nei movimenti e corpo allungato color verde brillante: la mantide religiosa la conosciamo più o meno tutti. La maggior parte di noi ha avuto un incontro ravvicinato con questo affascinante insetto almeno una volta nella vita, mentre qualcuno l’ha potuto scoprire grazie ai documentari. Si tratta di una creatura che si può avvistare con facilità nel nostro Paese. Attenzione, però, perché negli ultimi anni sono cresciute le segnalazioni di specie di mantidi “aliene”, ovvero non autoctone e provenienti da altri continenti.

La mantide religiosa (nota anche come mantide europea) – il cui nome deriva dalle caratteristiche zampe anteriori che vengono tenute unite come se fosse in preghiera – vive stabilmente in Europa da tempo. Accanto a questa specie (che può ruotare la testa fino a 180° e presenta 3 ocelli, chiamati anche “occhi primitivi”), in Italia ne sono comparse altre tre, che rischiano di entrare in competizione con gli esemplari nativi e hanno messso in allerta diversi entomologi e naturalisti.

Le nuove specie non autoctone che si sono diffuse in Italia

Ma di quali specie si tratta e da dove provengono? A rispondere a queste domande è il Progetto di ricerca italiano Mantidi Aliene, che spiega:

Nel 2011 compare in un’isoletta sarda un’altra specie di mantide di grandi dimensioni: la Mantide Gigante Africana (Sphodromantis viridis) e negli anni successivi il nostro gruppo di ricerca ne conferma la presenza stabile in Sardegna. Il suo arrivo è presumibilmente artificiale dalla vicina Spagna, ma le dinamiche di popolazione di questa specie in forte espansione nel Mediterraneo sono complesse e ancora non ben definite.

Le altre due specie, la cui presenza è stata studiata maggiormente nel nostro Paese, sono la Mantide Gigante Asiatica (Hierodula tenuidentata) e la Mantide Gigante Indocinese (Hierodula patellifera).

La prima era nota per il Caucaso con il nome di Hierodula transcaucasica e si è spinta dai Balcani alle isole greche per comparire in Italia nel 2016; al momento è presente nella bassa Pianura Padana. Dagli studi su questa specie è emersa la sua capacità di resistere anche con temperature minime, inferiori a 0 °C e persino fino a -5 °C.  . Si tratta di una mantide di dimensioni notevoli (gli esemplari adulti possono raggiungere anche i 9 cm) e si caratterizza per la presenza spine giallastre evidenti sulle zampe anteriori.

 

Invece, quella Indocinese è apparsa prima in Provenza nel 2013 e poi nel nostro Paese nel 2015, dove si è stabilita in gran parte delle Regioni del Nord. Questa specie è riconoscibile per le sue spine poco pronunciate sulle zampe anteriori, 3 o 4 delle quali presentano una placca giallastra ben visibile.

Sul sito del progetto Mantidi Aliene è stato pubblicato uno schema che aiuta a riconoscere le varie specie e distinguerle da quella religiosa:

mantidi aliene

@Progetto Mantidi Aliene

Come segnalare le mantidi aliene

Se è capitato anche a voi di imbattervi in una delle specie di mantidi aliene nel vostro balcone o in giardino, potete segnalarle attraverso l’app iNaturalist, caricando i dati di osservazione. In alternativa è possibile segnalare la posizione degli insetti avistati compilando il modulo sul sito del progetto Mantidi Aliene, in cui è possibile caricare anche una foto.

Se avvistate mantidi non autoctone non uccidetele per nessuna ragione ed evitate di rimuoverle dal punto in cui si trovano.

Questa operazione va fatta solo da personale specializzato e può altrimenti danneggiare le specie autoctone utili e importanti – chiariscono gli esperti – Allo stesso modo è importante non rilasciare esemplari in località diverse da quelle di provenienza, siano mantidi nostrane o aliene, per non alimentare la loro diffusione o alterare gli ecosistemi. Il problema delle specie aliene è una cosa seria e va affrontata con grande professionalità, senza improvvisarsi esperti.

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Fonte: PMA 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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