Anche l’Italia avrà la sua banca dei semi per salvare le nostre piante autoctone dall’estinzione

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Avviato LIFE Seedforce, il progetto europeo che salverà le piante italiane a rischio estinzione grazie alle banche dei semi

Il nostro Paese vanta numerose piante tutelate a livello europeo, ma circa 60 specie rischiano di sparire per sempre. Tra queste troviamo la Genziana ligure, la Sassifraga del monte Tombea e la Primula di Capo Palinuro e la Bocca di leone di Linosa, la cui sopravvivenza è messa sempre più a rischio dalla crisi climatica e dalle attività umane.

Per far fronte a questa emergenza è nato LIFE SEEDFORCE (Using SEED banks to restore and reinFORCE the endangered native plants of Italy (LIFE20 NAT/IT/001468)), un progetto finanziato dalla Commissione europea, nato con l’obiettivo di preservare le piante autoctone italiane in via d’estinzione. Come? Ricorrendo alla banca dei semi, come già sperimentato recentemente anche in altri Paesi. 

Come funziona il progetto LIFE SEEDFORCE

In totale sono 104 le specie vegetali che crescono nel nostro Paese incluse nella Direttiva Habitat dell’UE, molte delle quali esclusive delle nostre regioni. Secondo l’ultimo report sullo stato di attuazione della Direttiva, 58 di queste si trovano in un cattivo stato di conservazione. Da qui è nata l’idea di preservare queste preziose specie vegetali attraverso la banca dei semi. 

Per la prima volta un progetto Life che fa sistema a livello nazionale per salvare le piante a maggior rischio di estinzione – spiega Costantino Bonomi, Conservatore di Botanica del MUSE (Museo delle scienze di Trento) e coordinatore del progetto –  Una vera e propria rescue operation in grande stile, compiuta su 29 specie, di cui 28 in Italia, particolarmente rare e minacciate presenti in 76 hotspot di biodiversità, di cui 59 nel nostro Paese, dalle Alpi alle isole maggiori passando per la pianura padana e l’Appennino. Grazie a un approccio integrato, verranno rimosse o mitigate le minacce che gravano su 139 siti di intervento, di cui ben 107 in Italia, dove verranno trasferiti oltre 25.000 individui di queste specie rare, di cui 20.000 in Italia, propagate massivamente in serra e in laboratorio per spezzare le catene dell’isolamento che oggi le condannano all’estinzione. 

L’ambizioso progetto è già stato avviato formalmente il primo ottobre e durerà fino alla fine del 2026. Saranno 10 le Regioni italiane coinvolte (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Veneto). Ma l’iniziativa, supportata da una rete internazionale di 15 enti, università e associazioni, coinvolgerà anche altri Paesi Ue, tra cui la Francia (Provence-Alpes-Côte d’Azur), Malta e la Slovenia.

Ma come mai tutte queste piante sono diventate così vulnerabili? Il rischio di estinzione per queste specie vegetali è causato principalmente dalle modifiche dell’habitat legate all’attività umana, tra cui l’abbandono delle pratiche agricole e territoriali tradizionali, ma anche dall’invasione di specie aliene e dal turismo di massa.

Per tentare di salvare le piante autoctone verranno messe in atto anche diverse attività che prevedono il controllo della rivegetazione (rimozione di arbusti e alberi, taglio dell’erba), la protezione dal pascolo eccessivo e dal calpestio con recinzioni pertinenti e l’eradicazione sostenibile delle specie aliene invasive. Inoltre, l’iniziativa SEEDFORCE aumenterà le dimensioni della popolazione con un mix di genotipi accuratamente selezionato che imiterà il flusso genico naturale, eliminando l’isolamento delle piante e contrastando la frammentazione degli habitat.

Gli obiettivi saranno raggiunti grazie alle competenze e alla collaborazione di tutti i partner impegnati nel migliorare la qualità dell’habitat nei siti che coprono complessivamente 450.250 ettari. In pratica sarà raccolto il germoplasma dei fiori e delle piante a rischio estinzione, senza intaccare il potenziale riproduttivo naturale delle specie per elaborarlo e conservarlo a lungo termine. L’obiettivo è quello di propagare queste specie, producendo un totale di almeno 50.000 individui, utilizzando tutte le strutture del partenariato (compresi i laboratori di germinazione dei semi e i vivai). 

Un’iniziativa che punta a coinvolgere anche i cittadini 

In questo grande progetto anche i cittadini avranno un ruolo attivo. Infatti, l’iniziativa LIFE SEEDFORCE prevede anche la vendita del surplus di produzione per favorire ulteriormente la diffusione di queste specie nelle nostre case e nelle nostre città.

Il progetto non riguarderà solo gli stakeholder e gli addetti ai lavori – spiega Stefano Raimondi, Coordinatore Aree Protette e Biodiversità di Legambiente (uno dei partner di LIFE SEEDFORCE) – perché in tutto il periodo stabilito, verranno realizzate campagne di informazione e sensibilizzazione che coinvolgeranno i cittadini e il pubblico di ogni genere ed età. Attraverso mostre itineranti e materiali stampati ad hoc saranno valorizzati i temi della conservazione delle piante e della biodiversità, mettendo in evidenza il valore di quel patrimonio unico costituito dalle specie endemiche e rare, attraverso l’uso di strumenti digitali come siti web e social media e attività di ufficio stampa mentre altre importanti azioni riguarderanno i più giovani e le scuole.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: LIFE SEEDFORCE

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook