Inaugurato il bosco sonoro in Val di Rabbi, un’esperienza rigenerante unica da fare almeno una volta nella vita

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Nel Parco Nazionale dello Stelvio trentino è stato inaugurato il bosco sonoro "Fruscìo" per immergersi completamente nei suoni della natura e allontanarsi dalla pressione della tecnologia digitale. Un'esperienza unica per ritrovare il proprio benessere psicofisico

Immergersi in immensi boschi di conifere e rigenerarsi tra i suoni della natura, lontano dalla tecnologia e dal mondo digitale. Nel versante trentino del Parco Nazionale dello Stelvio è ora possibile grazie a un’esperienza unica di percezione uditiva a contatto con il verde.

Fruscìo, questo il nome del suggestivo bosco sonoro da poco inaugurato in Val di Rabbi, dove le uniche note che i visitatori udiranno sono quelle della foresta. Il percorso si compone di 7 postazioni sonore ed esperienziali, dove ciascuna postazione è associata a uno dei 7 chakra.

L’itinerario si snoda tra abeti e larici e comprende campane di legno, mega-carillon collegati agli alberi, tamburi ricavati dai tronchi, trombe giganti per amplificare i rumori del bosco e un anfiteatro circolare che ricorda uno specchio d’acqua, riflettendo il panorama circostante.

Lungo il tragitto vi saranno inoltre libri, riviste e oggetti vari, che i visitatori troveranno collocati in elementi verticali in legno e potranno consultare per contemplare il paesaggio sotto un altro aspetto. Così lettura e meditazione renderanno l’esperienza ancor più rigenerante.

Il percorso si conclude poi con un pianoforte a coda su una conifera a 10 metri di altezza. Lo strumento è un omaggio al Maestro Arturo Benedetti Michelangeli.

Vogliamo portare le persone ad ascoltare il silenzio offerto dai boschi e i suoni degli elementi naturali contro il bombardamento sonoro quotidiano. Una sorta di silenzio terapeutico, ha affermato Sara Zappini, direttrice delle Terme di Rabbi.

Il bosco sonoro si presenta, infatti, come una terapia contro la tecnologia digitale, un ambiente in cui rintanarsi per ripristinare il proprio benessere psicofisico e disintossicarsi dalla digitalizzazione.

L’eccessiva esposizione alle tecnologie, aumentata significativamente durante la pandemia di Covid-19, danneggia gravemente la salute. Alcuni esempi dei suoi catastrofici effetti sono l’alterazione del ciclo sonno-veglia, forti emicranie, il calo della produttività o frequenti attacchi d’ansia.

In Val di Rabbi, che già offre percorsi smartphone-free, l’iperdigitalizzazione non trova terreno fertile. Qui le occasioni per riconnettersi con la natura e rinvigorire corpo e spirito non mancano; il bosco sonoro Fruscìo ne è la conferma.

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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