Sua Maestà l’Etna ha una nuova vetta da record. Il Cratere Sud-Est ha raggiunto i 3357 metri d’altezza

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L'Etna ha una nuova vetta: non più il Cratere di Nord-Est, ma il suo "fratello minore", ovvero quello di Sud-Est che ha raggiunto i 3357 m

Nuovo record per mamma Etna. Il vulcano attivo più alto d’Europa ha una nuova vetta, che raggiunge i 3357 metri. Per oltre trent’anni la vetta dell’Etna è sempre stata considerata il Cratere di Nord-Est, che negli anni ’80 ha raggiunto l’altezza massima di 3350 metri. Tale altezza, diminuita nel corso degli anni a causa dei crolli dei suoi orli, nell’estate del 2018 si è assestata a 3326 metri. Adesso, però il primato è stato superato dal cono del Cratere di Sud-Est, il più “giovane” e il più attivo dei quattro crateri etnei.

Con i circa 50 episodi parossistici che dal 16 febbraio 2021 hanno interessato il Cratere di Sud-Est del vulcano, il Monte Etna ha incrementato la sua altezza raggiungendo i 3357 metri s.l.m. – ha annunciato l’INGV Vulcani attraverso una nota pubblicata su Facebook – Gli eventi succedutisi nel 2021 hanno accumulato notevoli quantità di materiale piroclastico e strati di lava sul cono del Cratere di Sud-Est – il più giovane e più attivo dei quattro crateri sommitali dell’Etna, portando ad una cospicua trasformazione della sagoma del vulcano. Grazie all’analisi e all’elaborazione delle immagini satellitari, il Cratere di Sud-Est ha raggiunto la quota di 3357 m ed è ormai di gran lunga più alto del “fratello maggiore”, il Cratere di Nord-Est, da 40 anni la vetta indiscussa dell’Etna. Questo dato storico, che ha un’incertezza di 3 metri, è stato ottenuto tramite l’elaborazione di due triplette di immagini dei satelliti Pléiades acquisite il 13 e il 25 luglio 2021, nell’ambito della partnership internazionale Geohazard Supersites and Natural Laboratories.

Negli ultimi mesi ‘a Muntagna – così la chiamano i cittadini catanesi – ha cambiato completamente volto a seguito dei continui parossismi iniziati dallo scorso febbraio e ancora in corso. Basta guardare comparare una foto dello scorso anno con una più recente per notare gli incredibili cambiamenti avvenuti alla sagoma del vulcano:

A stupire gli esperti e i cittadini che vivono alle pendici del vulcano è stata la crescita repentina del cratere più giovane dell’Etna. E molto probabilmente la nuova vetta è ancora più alta di quanto comunicato dagli esperti, considerando che il dato non tiene conto di due importanti parossismi (tanto violenti quanto spettacolari) avvenuti tra la fine di luglio e l’inizio di agosto e accompagnati da forti boati ed emissione di cenere. 

Lui, il bestione nero, ultimo nato dei 4 figli principali della Mamma; lui: il Cratere di Sud-Est – commenta il vulcanologo dell’INGV di Catania Boris Behncke – Alcuni di voi l’avete visto nascere, una sorta di sfiatatoio durante l’eruzione della primavera del 1971. L’abbiamo visto crescere, il mio primo incontro con lui era a settembre 1989, quando già si è presentato a modo tipicamente suo, con due parossismi al giorno. L’abbiamo visto crescere sempre più rapidamente soprattutto dal 1998 in poi, poi rallentare, poi crearsi un nuovo cono, farlo “amagalmare” con quello vecchio e crescere oltre. Dopo il 2017 sembrava non voler crescere più, forse stava raggiungendo un limite determinato dalle leggi della fisica, forse non ce l’avrebbe fatta, pensavo. Invece delle leggi della fisica, ne sta facendo uso a modo suo, e da febbraio 2021 ha ripreso a crescere, crescere più rapidamente che mai, e infine ce l’ha fatta.

Al momento l’Etna non sembra intenzionata a riposarsi. Non resta quindi che stare a guardare fino a che altezza riuscirà a spingersi!

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Fonte: INGV Vulcani/Boris Behncke (Facebook)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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