Piante spontanee: scopri ora la differenza tra cicuta velenosa e carota selvatica per non sbagliare in primavera

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Che differenza c’è tra cicuta e carota selvatica? L’importanza di riconoscere le piante spontanee per non incorrere in spiacevoli intossicazioni

Se state già pensando alla primavera, alle gite in campagna, ma soprattutto alle scorpacciate di piante spontanee, iniziate a studiare adesso. Perché confondersi e mangiare una pianta velenosa che somiglia moltissimo a quelle innocue e gustose è un attimo. Parliamo del Conium maculatum, conosciuto d tutti come Cicuta e di come le sue foglie siano molto simili a quelli del Daucus carota, la carota selvatica. Ad un primo sguardo le differenze sono minime, ma guardando meglio e soprattutto studiando la pianta,  vedrete che il fusto nella cicuta è cavo, privo di peli, punteggiato di macchie violacee, e se spezzato emana odore sgradevole, mentre la carota selvatica sprigiona un gradevole aroma in ogni sua parte.

Il problema è che la cicuta può usare gravi dermatiti e ustioni, se maneggiata, quindi strofinare le foglie a mani nude per  decidere se sia proprio la pianta in questione, non è una buona idea.

Raccolta e pericoli

Le foglie

In primavera si aggiungono le foglie di carota selvatica ai misti di erbe cotte o crude, ed è  il momento giusto per raccogliere le foglie basali, che in questa stagione sono tenere e grandi, ma è anche il momento in cui le foglie della carota selvatica sono più simili a quelle della cicuta. L‘ingestione della pianta sbagliata può essere mortale in quanto porta ad un veloce avvelenamento. La cicuta contiene delle tossine alcaloidipiperidiniche, come la coniina, che sono contenute in tutte le parti della pianta.
I sintomi da avvelenamento si manifestano con arsura, difficoltà a inghiottire, nausea, vomito, dolore addominale, tachicardia, sudorazione, tremori, pupille dilatate e talvolta convulsioni. Se la dose è massiccia, interviene la paralisi muscolare e quindi la morte per arresto respiratorio e asfissia. La dose letale della cicuta è di alcuni frutti immaturi (più tossici di quelli maturi) o di una decina di foglie.

La procedura di intervento in caso di avvelenamento consiste nel provocare il vomito al fine di ridurre la quantità assimilata e, se possibile, effettuare una lavanda gastrica cui affiancare la somministrazione di un purgante o carbone attivo

Ingerire per sbaglio la Cicuta può essere pericoloso anche per gli animali, tanto che gli allevatori conoscono bene questa pianta e la eliminano dai pascoli: il suo consumo da parte di vacche gravide durante l’intervallo di gestazione dal giorno 50 al giorno 75 induce contratture congenite multiple (MCC) nei vitelli, una condizione comunemente indicata come “malattia del vitello storto”. 

Conium maculatum

123rf.com/profile_olyasolodenko

La radice

In tanti neoraccoglitori tanti cercano le radici di carota selvatica pensando che somigli alla carota, ma in realtà è spesso una delusione, perché è difficile da estrarre integra, inizia presto a lignificarsi ed è molto sottile. In generale le radici delle piante si raccolgono  quando queste sono a riposo vegetativo e si sono arricchite di nutrimento dopo il dispendio energetico causato dalla fioritura,  dall’autunno in poi. E’ quindi molto difficile riconoscere la pianta giusta, se non siamo stati bravi e abbiamo tenuto d’occhio la fioritura estiva per essere tranquilli di cosa andiamo a raccogliere.
 

Fiori e semi

Quando le due piante fioriranno sarà più facile distinguerle anche per la notevole diversità delle ombrelle:  di solito al centro del fiore di carota selvatica è presente un piccolo fiore centrale che tende ad un colore che va dal fucsia, al viola e al nero. Una curiosità: dopo la fioritura i semi della carota selvatica (che in realtà sono piccoli frutti chiamati acheni) sono la parte più ricca di aromi e profumi della pianta. Oltre ad utilizzarli in cucina, vengono usati dagli erboristi per estrarre un olio essenziale dal profumo delicato: nell’aromaterapia quest’olio viene considerato utile per alleviare artriti e reumatismi, problemi ghiandolari e sindrome premestruale. L’olio di semi di carota viene inoltre utilizzato per la cura della pelle, come emolliente, antirughe e contro le piccole eruzioni cutanee. Al momento della fruttificazione è importante non confondere nuovamente le due piante e raccogliere per sbaglio i semi di cicuta, sarebbe un errore gravissimo.

Come faccio a non sbagliarmi?

Il modo più sicuro è evitare di raccogliere le foglie di carota selvatica in primavera e aspettare invece che la pianta sia fiorita per poterla riconoscere senza dubbi e godere del sapore delle pur piccole foglioline, o della radice.
In generale, per i meno esperti, evitare di raccogliere le carote selvatiche e tutte le piante che somigliano alla cicuta, è la soluzione migliore per tutelarsi da spiacevoli e facili errori.
 
 

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Laureata in Scienze Naturali, è specializzata in Botanica ed Etnobotanica ed Alimurgia. È stata per anni docente universitaria e nelle scuole di ogni ordine e grado, ha visitato tutto il mondo possibile e negli ultimi 10 anni ha sviluppato un’attività privata di divulgazione per avvicinare il pubblico al mondo delle piante, tramite corsi ed attività pratiche di erboristeria casalinga e cucina naturale a base di piante spontanee e officinali. Ora ha la sua azienda agricola "Arte Botanica", dove produce liquori, dolci e preparati a base di piante officinali e fiori.

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