Big Tree: scoperto quanti anni ha il baobab gigante dello Zimbabwe, grazie alla datazione al radiocarbonio

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Nel nuovo studio è stato scoperto che gli steli di questo maestoso baobab appartengono a tre diverse generazioni.

I baobab non possono essere datati come la maggior parte degli altri alberi, perché contare semplicemente i loro anelli non rivela molto sulla loro età. Nel nuovo studio è stato scoperto che gli steli di questo maestoso baobab appartengono a tre diverse generazioni

Sembrano quasi creature uscite da un libro del Dr. Seuss, con tronchi spessi e rami radi, con frutti a forma di salsiccia e interni giganteschi: i baobab africani sono tra gli alberi più strani della Terra. E forse nessuno è più famoso del Big Tree dello Zimbabwe, un colosso di 25 metri visitato da centinaia di migliaia di persone ogni anno nel loro viaggio verso le vicine Cascate Victoria, in Zimbabwe. Ora, gli scienziati affermano di aver determinato l’età di questo straordinario esemplare, un compito più complicato di quanto si pensasse inizialmente.

A correre in loro soccorso è stato il radiocarbonio, che potrebbe anche aiutare a datare i “grandi vecchi” del Pianeta per comprendere meglio gli effetti del cambiamento climatico. 

Un team di studiosi dell’Università Babes-Bolyai, in Romania, guidati da Adrian Patrutsi è rivolto infatti alla datazione al radiocarbonio. Calcolando il rapporto tra carbonio-14 instabile e carbonio-12 stabile in campioni di legno del Grande Albero, gli studiosi hanno scoperto che gli steli del baobab appartengono a tre diverse generazioni. Il più antico risale a circa 1150 anni.

Lo studio

Pubblicato su Dendrochronologia, lo studio mirava a determinare l’età, la crescita e l’architettura di questo rinomato baobab africano, che è risultato composto da cinque steli principali, tre giovani steli e un falso stelo. La sua è una struttura aperta a forma di anello, un’architettura che permette proprio ai baobab di raggiungere grandi dimensioni e un bel numero di anni di vita.

I suoi fusti appartengono a tre generazioni diverse: 1.000-1.100, 600-700 e 200-250 (il falso fusto ha 550 anni). Complessivamente gli autori ritengono che l’albero abbia tra i 1.100 e i 1.200 anni e che sia cresciuto con particolare lentezza, forse a causa delle periodiche tempeste che sia abbattono sulla regione. Gli steli appartenenti alla generazione più antica hanno smesso di crescere più di 100 anni fa.

Il bellissimo baobab è quindi più vecchio di quanto originariamente previsto dalla squadra in base alle sue dimensioni. Questo albero è cresciuto particolarmente lentamente, forse perché è stato periodicamente stressato dalle violente tempeste note per affliggere la regione, propongono i ricercatori. Stime precedenti dell’età del Grande Albero, basate principalmente su speculazioni, variavano da 1000 a 2000 anni.

La tecnica del radiocarbonio può essere utilizzata per invecchiare altri alberi con storie di crescita complicate, suggerisce il team. Determinare l’età di queste leggende viventi è importante per capire se sono esistite abbastanza a lungo da aver resistito a cambiamenti climatici significativi: negli ultimi anni, cinque su sei dei più grandi baobab africani sono morti, probabilmente – nemmeno a dirlo – proprio  a causa del cambiamento climatico.

Di fatto, già una ricerca condotta fra il 2005 e il 2017 dalla stessa Università Babes-Bolyai – pubblicata nel 2018 su Nature Plants – aveva evidenziato che in Africa stanno morendo baobab millenari e la causa potrebbe essere la crisi climatica. Nell’analisi di allora, nove dei tredici più vecchi e cinque dei sei più grandi risultarono collassati nel decennio immediatamente precedente.

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Fonti: Dendrochronologia / Nature Plants

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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