Il ciclone atlantico che ha devastato la Germania punta sull’Italia: rischio grandine e violenti temporali

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Si prospetta anche da noi il ritorno non solo della pioggia ma anche della grandine. La crisi climatica ci riguarda purtroppo da vicino

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Non è ancora finita. Mentre davanti ai nostri occhi scorrono le immagini della Germania in ginocchio, colpita da una violenta ondata di maltempo, si prospetta anche da noi il ritorno non solo della pioggia ma anche della grandine. La crisi climatica ci riguarda purtroppo da vicino.

Nei giorni scorsi la grandine ha gravemente danneggiato un aereo che sorvolava Milano, ma anche se siamo a luglio sta tornando di nuovo a minacciare alcune regioni italiane. Si prospetta un fine settimana di maltempo ma ancora una volta l’Italia sarà spaccata in due.

Lo confermano le previsioni meteo che preannunciano l’arrivo di nuovi temporali soprattutto durante il pomeriggio, quando il suolo – e quindi anche lo strato d’aria ad esso adiacente – si surriscalda:

Ecco perché i temporali forti si verificano alla fine di una ondata di caldo, allorquando il suolo è super riscaldato,

spiega il colonnello Giuliacci secondo cui

Sabato 17 luglio nel tardo pomeriggio il ciclone atlantico – lo stesso che ha provocato la catastrofe in Germania – sarà centrato sulla Puglia e da lì richiamerà dal Balcani e verso il Medio Adriatico un nuovo nucleo di aria fresca atlantica, ma solo oltre 2 km perché la barriera montuosa delle alpi Dinariche impedirà l’arrivo dell’aria fresca negli strati prossimi al suolo. Un altro fresco nucleo, raggiungerà il Basso Tirreno nel tardo pomeriggio. Aria fresca in quota e aria molto calda e umida (afa) sulle regioni del Medio Adriatico – ossia differenza elevata di temperatura (gradiente termico verticale inferiore -10 °C per km = aria instabile) nello strato tra 0/2 km, – è la miccia ideale per innescare tanti temporali. Tra tanti temporali, statisticamente in media il 10% è forte (venti oltre 100 km/ora, e/o grandine, e/o nubifragi), e, in media, 1 su ogni 10 temporali forti dà luogo anche a trombe d’aria.

Grandine e temporali: dove e quando

Secondo Giuliacci, le aree dove c’è maggior rischio di temporali forti con grandine, venti forti e nubifragi sono le seguenti:

  • Riminese
  • Marche
  • Abruzzo
  • Molise
  • Gargano
  • Campania
  • Bassa Calabria tirrenica
  • Sicilia settentrionale

Ma non sarà un fine settimana all’insegna del bel tempo. In queste ore, l’Italia è divisa dal punto di vista climatico: al Nord-Est  sono presenti

condizioni di maltempo di stampo atlantico-autunnale, con temperature ovunque sotto i 25 gradi, tranne che nelle province di Piacenza e Parma, e precipitazioni che si presentano sotto forma di piogge estese e costanti, invece che di temporali o di acquazzoni. Al contrario, nel resto del paese, il clima è gradevole con condizioni di tempo stabile. 

Una sorta di quiete prima della tempesta visto che il weekend vedrà condizioni contrastanti tra le regioni settentrionali e quelle del centro e del sud; mentre al Nord le temperature aumenteranno velocemente per l’arrivo di una nuova ondata di caldo (domenica si raggiungeranno i 35 gradi in Pianura Padana), al centro-sud come dicevamo le temperature scenderanno al di sotto della media del periodo anche a causa di temporali e grandine.

Nella giornata di Sabato, specialmente al mattino, essi saranno concentrate perlopiù sui settori dell’Adriatico Centrale, nel corso della giornata e nel giorno successivo (Domenica) le piogge si estenderanno a tutto il resto del Centro e del Sud Italia (compresa la Sicilia ma esclusa la Sardegna), dove potranno presentarsi anche piuttosto intense.

Per domani, la Protezione civile della Regione Sicilia ha diramato un’allerta gialla in tutta la Regione, consultabile qui 

Fonti di riferimento: Meteo Giuliacci, Servizio meteo aeronautica militare,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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