Salvamare: come funzionerà la raccolta di rifiuti nel Mediterraneo e perché è una legge così rivoluzionaria

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L'approvazione della legge Salvamare rappresenta un passo storico per la tutela del nostro meraviglioso mare, deturpato dall'inquinamento. Ma cosa cambierà adesso nel concreto? Quali sono le misure previste nel provvedimento?

Finalmente, dopo ben 4 anni di attese, ieri in Italia è stata approvata la legge Salvamare. Una legge, per la quale si era battuto con grande determinazione l’ex ministro all’ambiente Sergio Costa e che rappresenta uno strumento prezioso per la lotta all’inquinamento e per la salvaguardia dell’ecosistema marino (e non solo). Il motivo? Da adesso non sarà più reato per i pescatori e i cittadini rimuovere i rifiuti finiti nelle acque del mare, ma anche nei fiumi e nei laghi del nostro Paese. Un importantissimo traguardo per l’ambiente, anche se arrivato con troppo ritardo.

È una grande vittoria: per il nostro mare, per il nostro Paese, per i nostri cittadini – ha commentato Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo (associazione che si è battuta per l’approvazione del provvedimento – Grazie a questa legge, avremo più forza per ripulire il mare dalla plastica, una vera piaga per l’ecosistema marino e non solo. Le microplastiche, infatti, sono state trovate nella placenta delle donne, nel sangue e nel latte materno. Non c’è più tempo: dobbiamo agire tutti insieme. Il nostro futuro dipende dalla salute del mare e la salute del mare dipende da noi.

Come anticipato, fino a qualche giorno fa i pescatori che raccoglievano rifiuti dal mare commettevano reato, visto che i materiali pescati accidentalmente in mare o prodotti dall’attività di pesca sono considerati speciali e quindi soggetti a una procedura di raccolta e smaltimento complessa dal punto di vista burocratico. La cosa più semplice da fare era quindi rigettarli in acqua. Ora, però, la legge Salvamare ha portato al superamento di questa situazione assurda.

Ma cosa cambierà esattamente d’ora in poi? Scopriamo le novità introdotte dalla rivoluzionaria legge appena approvata.

Lo smaltimento dei rifiuti pescati

La legge distingue i rifiuti prelevati della acque in due categorie: quelli pescati accidentalmente (Rap) e quelli volontariamente raccolti. I conducenti delle imbarcazioni e i pescatori potranno quindi conferire i rifiuti nelle isole ecologiche allestite nei porti, predisposte dall’autorità che li gestisce o dal comune. Naturalmente, conferire i rifiuti (sottoposti a pesatura) sarà gratuito. I costi di gestione saranno a carico della collettività sotto forma di componente che si aggiunge alla tassa o tariffa sui rifiuti.

Riconoscimenti per i pescherecci più virtuosi

Inoltre la legge prevede dei riconoscimenti ambientali per quei pescherecci che usano materiali a ridotto impatto ambientale, aderiscono alle campagne di pulizia e raccolgono i rifiuti. I dettagli saranno chiariti nel decreto ministeriale che sarà emanato entro i prossimi quattro mesi.

Desalinizzazione

Nella legge Salvamare viene affrontata anche la questione della desalinizzazione: tutti gli impianti da adesso dovranno essere regolamentate – attraverso un apposito decreto – in sede preventiva a determinate condizioni di sicurezza e sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale Nazionale.

Campagne di sensibilizzazione

La legge appena approvata punta anche a coinvolgere maggiormente le amministrazioni comunali nella salvaguardia dell’ambiente. Saranno previste campagne di sensibilizzazione (senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica) a cui potranno partecipare anche soggetti privati.

Educazione ambientale nelle scuole

Fra le varie misure previste dalla legge Salvamare ci sono anche una serie di attività volte a sensibilizzare i più giovani sull’importanza di salvaguardare gli ecosistemi marini e l’ambiente in generale. Per questo nelle scuole di ogni ordine e grado saranno chiarite e promosse le corrette pratiche di conferimento dei rifiuti, di recupero e riuso degli oggetti in modo da promuovere l’economia circolare.

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Fonte: Senato della Repubblica 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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