Le microplastiche stanno danneggiando gli esseri umani agendo come una tossina “magnete”

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Un nuovo studio israeliano rivela come le microplastiche agiscano negli oceani come una calamita di sostanze tossiche

Quello delle microplastiche è un tema di scottante attualità poiché questi minuscoli residui plastici sono davvero ovunque e oltre che negli alimenti che finiscono sulle nostre tavole, le microplastiche sono state ritrovate in luoghi inimmaginabili come ad esempio sul Monte Everest.

Quanto queste siano pericolose per l’ambiente e per la salute umana è ormai noto, ma un recente studio condotto dalla Tel Aviv University e pubblicato sulla rivista scientifica Chemosphere rivela che i rischi connessi alle microplastiche sono ancora più elevati di quanto si pensi. 

Il team israeliano ha infatti analizzato delle microplastiche ossidate che sono state rinvenute nell’oceano, dimostrando che i campioni prelevati dall’ecosistema marino avevano assorbito, proprio come una calamita, delle sostanze organiche tossiche, diventando così ancora più dannose del normale. Tra queste vi è il triclosano, una sostanza largamente utilizzata nei prodotti antibatterici e non, bandita in alcuni paesi per via della sua tossicità.

@Andrey Ethan Rubina, Ines Zucker

La dottoressa Zucker, una dei coautori dello studio nonché ricercatrice del Water Research Center della TAU, ha spiegato che

anche concentrazioni molto basse di inquinanti ambientali, che non sono tossiche per l’uomo, una volta assorbite dalle microplastiche determinano un aumento significativo della tossicità. Questo perché le microplastiche sono una sorta di magnete per gli inquinanti ambientali che si concentrano sulla superficie e vengono traghettati dalle microplastiche, finendo poi nel nostro tratto digestivo e dove vengono rilasciati in alcune aree dell’organismo causando una maggiore tossicità”

E questi risultati sono allarmanti se si pensa a quanto le microplastiche contamino le acque costiere e non solo e quanti inquinanti siano presenti nelle tonnellate di rifiuti che formano le cosiddette “isole di plastica”.

Questo è un altro doloroso promemoria delle terribili conseguenze dell’inquinamento dell’ambiente marino e terrestre con rifiuti industriali pericolosi, che purtroppo negli ultimi decenni sono stati saturi di plastica”

continua la dottoressa, lanciando un allarme che purtroppo non è nuovo.

Fonte: ScienceDirect

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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