Jova Beach Party: domani la tappa più contestata a Fermo. Il WWF risponde alle critiche, ma è davvero convincente?

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Non si arrestano le polemiche che ruotano intorno al Jova Beach Party e in particolare alla data di Fermo, criticata sia per la presenza del fratino che per il lavoro di restauro naturalistico che è stato fatto negli ultimi anni nella zona. Adesso arriva la replica del WWF, ma le risposte dell'associazione riescono davvero a mettere a tacere le critiche?

In questi giorni non si fa che parlare, nel bene e nel male, del Jova Beach Party: da una parte il pubblico felice di assistere ad un evento spettacolare sulle più belle spiagge italiane, dall’altra le associazioni ambientaliste sul piede di guerra per i danni che questo show può provocare all’ecosistema delle zone in cui si svolge.

In particolare, è la data di Fermo ad essere la più contestata e i motivi sono diversi, come vi abbiamo già detto in molti articoli dedicati al Jova Beach Tour.

Non si tratta solo della presenza nella zona dell’ormai famoso fratino (una specie in grave pericolo in Italia, soprattutto a causa della costante e diffusa antropizzazione delle coste e delle spiagge) ma anche della protezione del fragile ecosistema dunale, oggetto solitamente di eccezionali tutele da parte delle amministrazioni locali (ma evidentemente non quando si devono svolgere concerti!).

Hanno sintetizzato molto bene i rischi di continuare a portare avanti show della portata del Jova Beach Party a Fermo (e non solo), un gruppo di biologi e naturalisti che in un video spiegano, in termini comprensibili a tutti, perché organizzare concerti sulla spiaggia è una pessima idea.

Tornando alle date di Fermo (previste per il 5 e il 6 agosto e per le quali sono attesi oltre 30 mila spettatori), ora con un comunicato il WWF –  criticato aspramente per aver fornito supporto al Jova Beach Party – cerca di difendere l’evento dalle tante accuse di ambientalisti e associazioni ricevute in questi giorni e soprattutto a quella più grave e dettagliata (con tanto di date e documenti) che è apparsa in un post su Facebook, opera del Comitato Tag Costa Mare.

Nel comunicato del WWF si legge:

Ci vediamo costretti a intervenire sulle due tappe del Jova Beach Party di Fermo a causa di una serie di notizie non rispondenti alla realtà che vengono diffuse da alcune settimane, nonostante fossero già state smentite in occasione di un incontro pubblico tenutosi proprio a Fermo lo scorso 28 maggio.

Si punta in particolare a spiegare che l’area di Fermo in cui si terrà il concerto è già fortemente antropizzata:

Tutte le spiagge interessate dai concerti, compresa quella di Fermo, si trovano in aree fortemente antropizzate dove, quindi, l’impatto delle attività antropiche è purtroppo già molto forte.

Ma se anche così fosse, sembra dunque giusto dare a queste spiagge “il colpo di grazia”, realizzando un concerto del genere?

Il WWF comunque assicura che, grazie al suo lavoro:

Ogni location è stata sottoposta a screening ambientale, una procedura finalizzata ad evidenziare le caratteristiche ecologiche del sito prescelto in termini di habitat e specie presenti, nonché i possibili impatti. Dalle attività di screening ambientale sono scaturite le prescrizioni per gli organizzatori.

Più nello specifico, in merito alla data di Fermo, si legge:

Sebbene nel periodo invernale anche quella spiaggia, come tantissime altre, può essere interessata dalla presenza sporadica del Fratino, non vi si registrano nidificazioni dal 2017. Il concerto, in ogni caso e su specifica richiesta del WWF Italia, sia nel 2019 che nel 2022 è stato calendarizzato in una data di “sicurezza” rispetto ad eventuali nidificazioni e ad ulteriore garanzia la spiaggia è stata monitorata costantemente sin dal mese di maggio.

Sia sulle nidificazioni del fratino nella zona che in merito alla “data di sicurezza” prevista per l’evento ci sono delle cose da dire. Non proprio nella spiaggia in cui si svolgerà il Jova Beach Party ma abbastanza vicino, a Porto San Giorgio, nel 2020 i fratini hanno nidificato ed è impossibile prevedere se e quando lo rifaranno ancora, magari proprio a Fermo.

Inoltre la “data di sicurezza” sembra non essere poi così tanto sicura, considerando che nei giorni scorsi sono nati due fratini a Ladispoli (che si trova vicino a Marina di Cerveteri, dove si è svolta un’altra tappa dello show di Jovanotti).

Sembra dire tutto poi la scelta della sezione locale del WWF (O.A. WWF NATURA PICENA ODV) di chiudere, dissociandosi dalle azioni del nazionale, ma anche su questo aspetto interviene il WWF, sostenendo che la chiusura sarebbe stata strumentalizzata:

Spiace, inoltre, che al solo fine di alimentare le polemiche sia stata strumentalizzata la scelta dell’Organizzazione Aggregata WWF Natura Picena di sciogliersi. Va anche detto, però, che tale organizzazione da anni (ben prima di qualsiasi concerto) non raggiungeva i requisiti di partecipazione e rappresentatività previsti dallo statuto del WWF ed era stata da tempo sollecitata a ristabilire gli elementi minimi per continuare ad operare con il logo del WWF Italia.

In merito alla dune presenti a Fermo, invece, il WWF scrive:

Non vi è stato il livellamento di nessuna duna. Al riguardo è singolare che alcuni di coloro che nel 2019 avevano denunciato il livellamento di presunte dune oggi ripetano la stessa accusa dal momento che queste certamente non si erano ricostituite in questi 3 anni. Prima degli interventi di predisposizione dell’arenile le piante di valore presenti sono state estratte e messe a dimora per poi essere successivamente ricollocate nel nuovo progetto più specifico per il Fratino e che riguarderà lo stesso tratto dell’arenile, mentre un altro sarà destinato a spiaggia libera al posto di una delle concessioni balneari previste in origine.

Fatto sta che le ruspe sono entrate in azione anche quest’anno per distruggere (per la seconda volta dopo il 2019), la spiaggia di Fermo e la ricostruzione fatta dal Comitato Tag Costa Mare in merito al piano di restauro ambientale è abbastanza convincente, dato che fornisce tutte le date e i dettagli. La trovate nel seguente articolo:

A noi sembra che il WWF sia un po’ solo contro tutti in questa battaglia per difendere un evento praticamente indifendibile a livello ambientale, che potrebbe benissimo essere spostato in luoghi più idonei (ma sicuramente meno accattivanti e festaioli) come palazzetti dello sport,  teatri o, per inviare segnali più potenti dal punto di vista dell’ambiente , in siti dismessi come ad esempio l’ex ILVA.

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Fonti: WWF / Comitato Tag Costa Mare

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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