20 verità incontrovertibili dal report sulla crisi climatica dell’IPCC

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Ieri, la 56esima sessione dell’Ipcc ha finalmente approvato il terzo volume del Sesto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici, intitolato Mitigation of Climate Change. Le evidenze scientifiche sono chiare: il momento di agire è ora e possiamo dimezzare le emissioni entro il 2030

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Finalmente pubblicato il terzo dei tre volumi del Sesto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici (AR6, Sixth Assessment Report) del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Un importante documento che ci dà la valutazione globale aggiornata dei progressi e degli impegni assunti nella lotta alla crisi climatica. Ma quali sono i messaggi chiave?

La prima cosa che emerge è un’evidenza chiara e già nota a tutte le persone che hanno a cuore l’ambiente: il momento di agire è adesso! È ancora possibile dimezzare le emissioni entro il 2030 ma bisogna agire subito e senza indugi.

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I messaggi chiave dell’IPCC

Non siamo sulla buona strada per limitare il riscaldamento a 1,5°C

Le emissioni medie annue di gas serra nel periodo 2010-19 sono state le più alte della storia dell’umanità.

  • le emissioni di gas serra causate dall’uomo hanno continuato ad aumentare tra il 2010 e il 2019. Nel 2019 sono state superiori di circa il 12% rispetto al 2010 e del 54% rispetto al 1990
  • a livello globale, il 10% delle famiglie più ricche contribuisce a circa il 40% delle emissioni globali di gas serra (derivanti dai consumi). Il 50% più povero delle famiglie contribuisce per meno del 15% (13-15%)
  • le emissioni di CO2 delle infrastrutture per combustibili fossili esistenti e pianificate (senza, per esempio, impianti per la cattura e lo stoccaggio del carbonio) superano da sole le emissioni cumulative di CO2 compatibili con la limitazione del riscaldamento a 1,5°C
  • senza un rafforzamento delle politiche adottate entro la fine del 2020, si prevede che le emissioni di gas serra continuino ad aumentare anche dopo il 2025, portando a un riscaldamento globale medio che raggiungerebbe 3,2°C entro il 2100
  • Covid-19: le emissioni di CO2 prodotte da combustibili fossili e da attività industriali sono diminuite temporaneamente nella prima metà del 2020 a causa delle risposte alla pandemia, ma sono risalite prima della fine dell’anno

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C’è una maggiore evidenza dell’azione per il clima

  • Dal 2010ci sono state riduzioni consistenti, fino all’85%, nei costi relativi all’energia solare, all’eolico, e alle batterie. Allo stesso tempo, si è registrato stato un considerevole aumento della capacità installata
  • una gamma crescente di politiche e leggi ha migliorato l’efficienza energetica, ridotto i tassi di deforestazione e accelerato la diffusione delle energie rinnovabili

In tutti i settori ci sono opzioni che possono ridurre le emissioni

  • Energia, con la sostanziale riduzione dell’uso complessivo dei combustibili fossili e l’uso di soluzioni per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS), 
  • cambiamenti significativi nel settore dei trasporti, nell’industria, nell’edilizia e nell’uso del territorio, che potranno rendere più facile per le persone condurre stili di vita a basse emissioni di carbonio e, allo stesso tempo, migliorare il benessere, passando per città e aree urbane più green e un’agricoltura sostenibile, in tutti settori è possibile intervenire per almeno dimezzare le emissioni entro il 2030.

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I prossimi anni saranno cruciali

  • Gli sforzi per limitare il riscaldamento globale in modo tale da garantire benefici più ampi alla società possono aumentare il ritmo, la portata e l’ampiezza della riduzione delle emissioni in tutti i paesi
  • i flussi finanziari sono da tre a sei volte inferiori rispetto ai livelli che bisogna ottenere entro il 2030 se si vuole limitare il riscaldamento al di sotto di 1,5°C o 2°C. Ci sono sufficienti capitali globali e liquidità per colmare le attuali carenze di investimenti
  • una mitigazione ambiziosa ed efficace richiede un coordinamento tra i Governi, molti strumenti normativi ed economici possono essere rafforzati e ampliati in modo significativo
  • il sostegno all’innovazione tecnologica a basse emissioni viene rafforzato attraverso un aumento delle politiche e degli investimenti come quelli per la formazione scientifica e per Ricerca & Sviluppo
  • la cooperazione internazionale è fondamentale per raggiungere obiettivi climatici ambiziosi

Senza riduzioni immediate e consistenti di emissioni di gas serra in tutti i settori, l’obiettivo 1,5°C è fuori portata

Negli scenari valutati dall’IPCC, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C richiede:

  • che le emissioni globali di gas serra raggiungano il loro picco massimo, al più tardi, entro il 2025, e poi, entro il 2030, siano ridotte del 43% rispetto ai livelli del 2019
  • che il metano, un gas serra a vita breve ma potente, sia ridotto di circa un terzo (34%) nello stesso periodo
  • riduzioni rapide e profonde delle emissioni di gas serra per tutti i prossimi decenni degli anni 2030, 2040, 2050
  • il raggiungimento di zero emissioni nette di anidride carbonica nei primi anni 2050
  • per limitare il riscaldamento a circa 2°C sarà necessario che le emissioni di gas serra raggiungano il loro picco massimo, al più tardi, prima del 2025, che, entro il 2030 si riducano di un quarto (27%) rispetto ai livelli del 2019 e che si arrivi a zero emissioni di CO2 all’inizio degli anni 2070. Saranno necessarie anche riduzioni profonde e sostanziali di altri gas
  • con tagli rapidi e più profondi delle emissioni di gas serra fino al 2030, possiamo minimizzare le possibilità di superare temporaneamente un aumento della temperatura di 1,5°C, ma un certo grado di quello che chiamiamo overshoot (superamento) è quasi inevitabile

Cosa dicono dal WWF

Alla luce dei messaggi chiave, il rapporto IPCC conferma che proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali offre un enorme aiuto nella azione di mitigazione, assorbendo e bloccando il carbonio dall’atmosfera.

Se non agiremo subito per tagliare rapidamente le emissioni di gas serra, mancheremo l’obiettivo cruciale di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Un obiettivo che ci riguarda molto, perché il Mediterraneo è tra le regioni del mondo maggiormente a rischio. Occorre investire su larga scala per alimentare le nostre società in modo più efficiente, usando energia rinnovabile pulita, risparmiando e usando in modo più efficiente l’energia e le risorse naturali, ripristinando la natura, abbandonando le pratiche commerciali insostenibili e non lasciando nessuno indietro in questa transizione, dichiara Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.

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Una ventina di Paesi ha già dimostrato di poter ridurre le emissioni attraverso misure politiche ed economiche, che hanno incrementato l’efficienza energetica, ridotto i tassi di deforestazione e aumentato le energie rinnovabili e i trasporti a basse emissioni di carbonio. Le riduzioni di alcuni paesi sono coerenti con la limitazione del riscaldamento globale a 2ºC, ma nessuno è ancora sulla buona strada per restare entro 1,5ºC.

Cosa emerge allora? Che sicuramente abbiamo gli strumenti per affrontare la crisi climatica, ma devono essere impiegati più rapidamente e su più larga scala per ridurre la gravità degli impatti del cambiamento climatico.

QUI potete leggere il rapporto completo.

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Fonte: IPCC / WWF

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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