Incendio Centocelle, allarme eternit e diossina: “nessuna precauzione per i bimbi nei centri estivi e la notte si respirano odori acri”

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Il maxi rogo di Centocelle del 9 luglio apre inevitabilmente il capitolo “qualità dell’aria”. In un’area ad altissima densità abitativa e con una grossissima fetta di bambine e bambini, la domanda è una sola: quanto sicuri siamo?

Pitture ecologiche e naturali per la casa

Poco o per nulla ci risponderebbero gli esperti. Alla domanda se, una volta abbassati i limiti di diossina dopo l’incendio di Centocelle, possiamo stare sereni, la risposta probabilmente è, appunto, una soltanto: poco o per nulla. Perché stiamo parlando di una delle aree di Roma a più alto tasso di popolazione, dove i bambini sono a migliaia, che giocano nelle piazze e nei centri estivi, nei cortili delle scuole e nei parchi giochi.

Piazze dei Mirti, Piazzale delle Gardenie, Piazza dei Gerani. Qui, nella piena estate di una città al collasso con almeno 5 roghi finora, i bambini scendono giù e giocano all’aria aperta.

E no, quelle fiamme alte di Centocelle del 9 luglio, quelle nubi nere ovunque, visibili persino dalla zona del reatino, nubi dichiarare tossiche e irrespirabili per un adulto (figuriamoci per un bambino e per un anziano fragile), come ci fanno vivere sereni? Insieme al rogo emergeva nello stesso preciso istante la paura e l’ansia per il disastro ambientale che si stava consumando e la certezza, putrida e netta, che anche questa sciagura era prevedibile.

Perché non ce la si fa a non chiedersi che ci fanno attività tanto incompatibili con un tessuto urbano come sono degli autodemolitori, con materiali altamente infiammabili e inquinanti a due passi da un centro abitato.

Io come mamma sono molto preoccupata, come tanti genitori della zona – racconta a greenMe Silvia Di Chio, psicoterapeuta dell’età evolutiva che vive proprio a Centocelle-. Il nostro quartiere è ad alta densità di bambini e molti di loro stanno frequentando centri estivi a ridosso delle aree andate a fuoco, svolgendo come se nulla fosse le attività ludiche all’aperto. Le strutture, da quel che ci risulta, non hanno ricevuto nessuna indicazione di prevenzione per mettere in sicurezza i piccoli ospiti. Io personalmente ho chiesto al centro estivo che frequenta mia figlia di cercare di limitare le attività all’aperto per scongiurare il rischio diossina. Invito tutti i genitori a farsi sentire per tutelare la salute dei nostri figli.

La situazione è preoccupante perché dopo l’incendio, verso mezzanotte, sentiamo ancora l’odore acre dei fumi e dobbiamo chiudere le finestre e dormire senza condizionatori. I vigili del fuoco ci hanno spiegato che stanno lavorando di notte per spegnere gli ultimi focolai, dal parco si sollevano ulteriori esalazioni proprio per questo. Noi come ci proteggiamo? Quanto durerà?

Quanto durerà, ci chiede Silvia.

Secondo quanto rilevato dall’Arpa, l’agenzia regionale per l’Ambiente, dopo tre giorni dal rogo, la diossina sarebbe passata da 10,6 pg/m3 a 0,5. Ma la soglia massima indicata dall’Oms per l’ambiente urbano è di 0,3, per cui l’allerta per la salute resta eccome.

Se i dati non cambieranno, nella zona di Centocelle si rischia l’emergenza sanitaria. I fumi in quell’area hanno prodotto moltissima diossina, si è sprigionata una vera bomba ecologica – dichiara Antonio Magi all’Adnkronos. Parliamo di sostanze nocive e cancerogene che possono provocare tumori. La situazione è molto difficile e se continuerà per lungo tempo il contatto con le sostanze tossiche c’è un serio rischio per la salute dei cittadini.

Cosa fare allora? I medici invitano ad adottare tutte le cautele possibili:

  • indossare mascherine  Ffp3
  • evitare di toccare il terreno nelle aree verdi
  • non accendere i condizionatori

Intanto, i dati Arpa verranno acquisiti dalla Procura di Roma e al vaglio degli inquirenti ci saranno anche ipotesi di reati ambientali. In questo ambito coinvolta nelle indagini la Forestale che effettuerà una serie di verifiche anche sui terreni interessati dai roghi. Già negli anni passati, molti comitati di quartiere hanno denunciato che sotto l’area sono interrati rifiuti pericolosi compreso eternit. Gli accertamenti della Procura verificheranno anche la presenza di rifiuti tossici e letali per la salute.

E intanto? Si tira a campare, i bimbi possono attendere.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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