Il calore intrappolato dai gas serra ha raggiunto un allarmante record 2021 (che dovrebbe farci riflettere)

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I gas serra hanno intrappolato quasi il 50% di calore in più nel 2021 rispetto a circa 32 anni fa: i risultati del monitoraggio della NOAA sono drammatici e ci invitano ad agire al più presto

Abbiamo raggiunto un nuovo triste record che non dovrebbe farci dormire sonni tranquilli: nel 2021 l’inquinamento provocato dai gas serra causato dalle attività umane ha “intrappolato” il 49% di calore in più nell’atmosfera rispetto al 1990. L’allarme arriva dall’Annual Greenhouse Gas Index (AGGI), l’indice annuale della National Oceanic and Atmospheric Administration che monitora l’influenza che hanno le emissioni causate dall’uomo sul riscaldamento globale.

Le nostre misurazioni mostrano che i gas primari responsabili dei cambiamento climatici continuano a crescere rapidamente, anche se i danni causati dalla crisi climatica diventano sempre più evidenti. – spiega Ariel Stein, direttore ad interim del Global Monitoring Laboratory (GML) della NOAA. – La conclusione scientifica che gli esseri umani siano responsabili dell’aumento delle temperature è inconfutabile.

Nel 2021, l’Indice ha raggiunto un valore di 1,49, il che significa che i gas serra emessi dall’uomo hanno intrappolato quasi il 50% in più di calore nell’atmosfera rispetto a 32 anni fa. Il calcolo è basato su misurazioni altamente accurate dei gas serra nei campioni d’aria raccolti in tutto il mondo, quindi il margine di incertezza può essere davvero minimo.

gas serra 2021

©NOAA

L’inquietante aumento dei livelli di CO2

Il gas serra presente maggiormente nell’atmosfera, provocato dall’uomo è la CO2. Ogni anno vengono emesse circa 36 miliardi di tonnellate di anidride carbonica a causa dei veicoli, della deforestazione, degli allevamenti intensivi e tante altre attività.

Una frazione significativa della CO2 emessa oggi persisterà nell’atmosfera per più di 1.000 anni. – spiegano gli scienziati della NOAA – Non sorprende che sia anche il maggior contributore all’AGGI in termini sia di importo che di tasso di aumento.

La concentrazione media globale di CO2 nel 2021 è stata pari a 414,7 parti per milione (ppm), mentre l’aumento annuale è stato di 2,6 ppm durante quest’anno, molto più elevato rispetto a quello registrato nel periodo tra il 2000 e il 2009. I livelli di CO2 sono aumentati di 61 ppm dal 1990, rappresentando l’80% dell’aumento del calore monitorato dall’AGGI a partire da quell’anno.

La CO2 rappresenta il problema principale perché rimane nell’atmosfera e negli oceani per migliaia di anni ed è di gran lunga il maggior contributore al riscaldamento globale” sottolinea Pieter Tans, scienziato senior del NOAA’s Global Monitoring Laboratory (GML).  –L’eliminazione dell’inquinamento da CO2 deve essere al centro di tutti gli sforzi per affrontare il cambiamento climatico.

Le emissioni di metano cresciute del 162% rispetto ai livelli pre-industriali

Per quanto riguarda il metano, il secondo gas serra responsabile del riscaldamento globale, la situazione non è affatto più rosea. Anche il livelli di questo inquinante sono cresciuti a ritmi drammatici. Nel 2021 i livelli di metano sono stati in media 1.895,7 parti per miliardo nel 2021. E l’aumento di 16,9 ppb registrato per il 2021 è stato il più veloce osservato dall’inizio degli anni ’80, quando le misurazioni sono diventate più rigorose.

Attualmente i livelli di metano sono circa il 162% in più rispetto ai livelli preindustriali. Dalle osservazioni della NOAA è emerso che la quantità metano emessa nel 2021 è stata del 15% maggiore rispetto al periodo 1984-2006.

“Dovremmo assolutamente ridurre emissioni di metano prodotte dall’uomo, in particolare quelle provenienti dai combustibili fossili, perché è tecnologicamente possibile controllarle” ha concluso Xin Lan, scienziato che lavora presso il Global Monitoring Lab.

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Fonte: NOAA 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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