Fukushima: lo sversamento delle acque della centrale nell’oceano “non può essere più rimandato”

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Per il nuovo premier del Giappone Fumio Kishida l'operazione di smaltimento delle acque della centrale di Fukushima sono una priorità

Per il nuovo primo ministro giapponese Fumio Kishida, eletto lo scorso 4 ottobre, lo smaltimento delle acque della centrale nucleare di Fukushima è una priorità. Per il neo-premier l’operazione di sversamento nell’Oceano Pacifico non può più essere rimandata, nonostante la preoccupazione dei residenti e dei Paesi vicini come la Cina e la Corea del Sud. La linea seguita da Kishida non si discosta da quella del suo predecessore, Yoshihide Suga.

Credo fortemente che la questione dell’acqua sia cruciale e non dovrebbe essere respinta – ha annunciato il premier giapponese ai giornalisti dopo la sua prima visita alla centrale danneggiata dal violento terremoto del 2011. – Continueremo a prendere tutte le misure possibili per smantellare costantemente la centrale nucleare di Fukushima Daiichi. 

Quando avverrà lo smaltimento delle acque 

Le operazioni di sversamento delle acque della centrale nucleare nell’Oceano Pacifico inizieranno a partire dalla primavera del 2023, come annunciato la scorsa estate dalla Tepco, la società giapponese che gestisce la centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Per smaltire correttamente 1,25 milioni di tonnellate di acqua (usate per raffreddare i reattori danneggiati dall’incidente), appositamente trattata e stoccata in migliaia di cisterne nell’impianto, sarà necessario costruire un tunnel sottomarino che avrà in qualche modo un impatto sull’ecosistema oceanico. 

Alla decisione di rilasciare le acque nell’oceano si sono opposte le autorità cinesi e della Corea del Sud, ma gli abitanti della zona e in particolare le associazioni di pescatori che hanno organizzato una serie di proteste per paura delle ripercussioni negative sul settore ittico. 

Dal 2011 ad oggi, infatti, la ripresa della attività connesse alla pesca è inferiore del 20% al fatturato precedente al disastro nucleare e lo sversamento potrebbe soltanto peggiorare la situazione. Anche organizzazioni come Greenpeace hanno lanciato un appello per fermare lo sversamento, ma la maggior parte degli esperti sono concordi sul fatto che la procedura sia sicura e che i rischi per la salute e per gli ecosistemi sono molto bassi.

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Fonti: kantei.go.jp/Fumio Kishida (Twitter)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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