Fukushima, rilascio acqua radioattiva trattata in mare: arrivano gli esperti ONU per valutare l’impatto

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Il Giappone si prepara al rilascio delle acque della centrale di Fukushima e chiede il parere degli esperti dell'ONU

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Manca poco più di un anno all’avvio delle operazioni di rilascio delle acque della centrale nucleare di Fukushima (appositamente trattate) nell’Oceano Pacifico. Al piano di sversamento, che inizierà nella primavera del 2023, si sono opposti con determinazione i residenti locali e la comunità dei pescatori, oltre ad alcune organizzazioni ambientaliste (Greenpeace in primis) e ai Paesi vicini, tra cui Cina e Corea del Sud. Ma a nulla sono valse le proteste.

Per avere l’approvazione da parte della comunità internazionale le autorità giapponesi hanno quindi chiesto l’intervento dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) delle Nazioni Unite. Così lo scorso lunedì in Giappone è giunta una squadra di sei esperti esperti nucleari delle Nazioni Unite che valuterà i preparativi del rilascio delle acque. Proprio in questi giorni visiteranno l’impianto di Fukushima-Daiichi e discuteranno insieme ai funzionari giapponesi di tutti i dettagli tecnici dell’operazione e si assicureranno che vengano rispettati gli standard internazionali di sicurezza. 

Nel frattempo ieri la TEPCO, società che gestisce l’impianto nucleare (danneggiato dal terribile terremoto e dal conseguente tsunami del 2011), ha pubblicato una relazione con i dati relativi alla valutazione di impatto radiologico, effettuata qualche giorno fa. 

Abbiamo condotto una valutazione di impatto radiologico (fase di progettazione) sulle persone e sull’ambiente in riferimento allo scarico in mare delle acque trattate col sistema ALPS, utilizzando la metodologia sviluppata secondo metodi riconosciuti a livello internazionale – chiarisce la ditta – La valutazione ha rilevato che gli effetti del rilascio in mare delle acque trattate sulla popolazione e sull’ambiente sono minimi poiché le dosi calcolate sono significativamente inferiori ai limiti previsti, agli obiettivi e ai valori specificati dalle organizzazioni internazionali per ciascuna specie.

Inoltre la TEPCO ha annunciato che implementerà le procedure necessarie per ricevere l’approvazione da parte dall’Autorità di regolamentazione nucleare e rivedrà la valutazione a seguito di revisioni da parte di esperti dell’AIEA e dopo aver ricevuto ulteriori pareri e revisioni. 

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Cosa prevede il piano di smaltimento delle acque della centrale di Fukushima

L’acqua contaminata dalle radiazioni è stata filtrata attraverso un avanzato sistema di trattamento dei liquidi. Tuttavia, il trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno, non può essere eliminato. Secondo il governo giapponese e l’operatore della centrale di Fukushima, il trizio non sarebbe pericoloso per la salute umana, se presente in basse concentrazioni. E sulla sicurezza (sia per l’uomo che per la fauna marina) sembrano concordare anche gli scienziati.

Tuttavia, per smaltire correttamente 1,25 milioni di tonnellate di acqua (usate per raffreddare i reattori danneggiati dall’incidente), appositamente trattata e stoccata in migliaia di cisterne nell’impianto, sarà necessario costruire un tunnel sottomarino che avrà in qualche modo un impatto sull’ecosistema oceanico.

Basterà la supervisione degli esperti dell’AIEA (sempre ammesso che le procedure vengano considerate sicure) per rassicurare i residenti del Giappone e i Paesi vicini?

Fonti: TEPCO/AP

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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