Stufa pirolitica: vantaggi e svantaggi per l’ambiente (e quanto costa davvero)

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Tra le tante opzioni per riscaldarci in questo inverno ormai alle porte si parla anche di stufa pirolitica. Ma che cos’è questa apparecchiatura? Ci fa davvero risparmiare rispettando l’ambiente? Vantaggi, svantaggi e costi

Vi presentiamo la stufa pirolitica, un’apparecchiatura utilizzata molto nell’Est Europa,  effettivamente un tipo di riscaldamento ad alta efficienza, con rilascio graduale di calore. Ecco i suoi vantaggi e gli inevitabili svantaggi (e quanto ci fa risparmiare davvero).

Come funziona la stufa pirolitica

Come in tutte le stufe, anche in quella pirolitica si accende un fuoco. Realizzate in muratura e con un importante volume di pietra, queste strutture possono funzionare con cippato, pellet o legna come carburanti,  ma anche gusci della frutta secca, pellet da fondi di caffè e pellet da foglie vinaccia (elaborata). E hanno i loro vantaggi (ma naturalmente anche svantaggi).

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Come spiegano gli esperti de ‘Il bosco di Ogigia’, il sistema è ad accumulo e rilascio graduale di calore. Infatti all’interno della camera di combustione la fiamma raggiunge temperature fino a 1000°C, mentre nella zona di gassificazione, dove non c’è ossigeno, stiamo intorno ai 400-450°C. E la pietra man mano accumula il calore e lo rilascia lentamente.

Basandosi sulla pirolisi, un processo di decomposizione termochimica che si ottiene con l’applicazione di calore e in completa assenza di ossigeno e in presenza di un sistema di accumulo di calore, questo tipo di stufe sono davvero altamente efficienti.

I vantaggi della stufa pirolitica

Innanzitutto, come abbiamo visto, è un sistema di riscaldamento ad alta efficienza. E anche in termini di residui l’impatto ambientale è minimo se paragonato a quello delle tradizionali stufe a legna.

Infatti la stufa pirolitica brucia il carburante tramite gassificazione, che consuma praticamente tutte le sostanze della legna. E se si osserva il camino di uscita, si nota come la stufa a pirolisi non produce alcun fumo e nessun odore. Inoltre la resa della legna è molto alta poiché la fiamma non si raffredda e riesce a lavorare con una combustione completa.

The last but not the least  le stufe a pirolisi consumano molto meno delle tradizionali stufe a legna.

Per riscaldare un ambiente di 30 metri quadrati per 8-10 ore sono necessari all’incirca 3,4 chili di carburante

scrivono gli esperti

Gli svantaggi della stufa pirolitica

Come tutte le cose nulla è perfetto e, come in molte soluzioni di riscaldamento ad alta efficienza, uno degli svantaggi principali è proprio il costo, in quanto le stufe pirolitiche vengono spesso realizzate su misura (una stufa che scalda 30 metri quadrati, costa in media 4500-6000 euro).

A meno che non ci si imbarchi in un fai-da-te.

Riguardo ai prezzi di realizzazione di una stufa si potrebbero distinguere in tre categorie:

  • stufa fatta su misura, un pezzo unico con progetto personalizzato rispetto a chi commissiona il lavoro (4500-6000 euro);
  • stufa con modello standardizzato, più semplice nella sua elaborazione (qui siamo intorno ai 3000-3500 euro);
  • stufa auto costruita: si paga solo il costo del progetto e del materiale

E naturalmente è necessaria la certificazione. Ma l’artigiano e costruttore di stufe Axel Berberich, spiega come in teoria non sia difficile.

Ci sono le certificazioni a stelle che valgono per tutte le stufe prodotte industrialmente. C’è poi una legge europea riferita alle stufe costruite sul posto. Chi fa una stufa secondo questi criteri garantisce un minimo di emissioni per l’ambiente. Chi fa la stufa in autocostruzione deve collaborare invece con un tecnico che poi metterà la firma a certificazione della stufa

Almeno per ora.

Ma la legge sta diventando sempre più stringente – avverte infatti Berberich – probabilmente si arriverà al punto di dover comprare una camera di combustione certificata da un ente ufficiale per poter auto costruire una stufa con i suoi giri di fumo e il forno in regola. La maggior parte delle emissioni, i residui della combustione, derivano infatti dalla stessa camera di combustione e non dal resto della stufa

In generale, per il fai-da-te è necessario essere davvero molto esperti.

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Fonti: Il bosco di Ogigia / Il bosco di Ogigia/Youtube / Axel Berberich/Instagram

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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