Rinnovabili, non ci siamo: nel 2022 saranno installati in Italia solo 3GW

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Non è così che si combatte il caro bollette e la crisi energetica e climatica: in Italia saranno installati solo 3GW di rinnovabili nel 2022. Un dato allarmante per un Paese fortemente dipendente dalle fonti di energia che sta subendo i picchi del caro bollette e le conseguenze della situazione internazionale

Rinnovabili, non si può continuare così: in Italia saranno installati solo 3GW nel 2022, proprio l’anno della spaventosa impennata dei prezzi dell’energia, quando la guerra in Ucraina ci ha sbattuto in faccia tutto quello che non abbiamo (ancora) fatto. L’allarme di Elettricità Futura, associazione di imprese del settore elettrico.

Siamo davvero pericolosamente indietro rispetto al piano dell’associazione ma soprattutto rispetto a quello che un Paese come il nostro, soprattutto in questa situazione, dovrebbe fare. E no, il fatto che la media degli anni scorsi sia 0.8 GW installati non ci consola: è un’accelerazione che non basta.

Le rinnovabili continuano a raccogliere successi: nella prima metà del 2022 hanno soddisfatto l’intera crescita di domanda di elettricità, “bloccando” così i combustibili fossili. I risultati arrivano dall’indagine svolta dal think tank Ember su 75 Paesi che rappresentano il 90% della domanda globale di elettricità e ci dimostrano quanto davvero si possa fare per la crisi energetica ed ambientale.

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Ma in Italia crescono piano, troppo piano.

Nel corso del webinar ‘Elettricità e sistemi di accumulo, più energia per la transizione entro il 2030’   organizzato dall’associazione lo scorso 26 ottobre, il presidente Agostino Re Rebaudengo spiega l’assoluta necessità di installare 85 Giga Watt di nuova potenza rinnovabile entro il 2030, soprattutto fotovoltaico ma anche eolico, con qualche importante sviluppo di idroelettrico e il mantenimento di bioenergie e altre biomasse.

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Quindi se nel 2022 (dati di proiezione calcolati sui primi 6 mesi) installiamo solo 3GW i conti non tornano. E non tornano nemmeno per i sistemi di accumulo, di fondamentale importanza per la produzione continuativa di elettricità da fonti rinnovabili.

La capacità attuale infatti può essere sufficiente per una crescita così modesta di installazioni, ma, se davvero il nostro Paese vuole essere competitivo, dovrà correre sia sui sistemi di produzione che di accumulo: dal 2024 dovrà salire su tutto in modo importante.

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Il piano di sviluppo elettrico per l’Italia realizzato dall’associazione, in particolare, prevede al 2030 un’esigenza di accumulo di grande taglia addizionale di 80 Gigawattora (GWh).

Tutto questo, ovviamente, implica un investimento massiccio di risorse in questa direzione.

Ce la faremo?

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Fonte: Elettricità Futura/Youtube

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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