I prezzi del pellet schizzano alle stelle, ecco 3 alternative contro il caro bollette

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Per “sfuggire” all’impennata dei prezzi del pellet, esistono diverse alternative più economiche. Che, con pro e contro, e opportune modifiche alla stufa, possono davvero farci risparmiare. Ecco tre opzioni

Il pellet ha raggiunto vette di prezzi spropositate, ma nella stufa possiamo anche far bruciare altro di più economico, come suggerito sul blog A Bear in the Countryside (‘Un orso in campagna’), tra cui mais, gusci di frutta secca e cippatino di legna. Naturalmente con opportuni accorgimenti (e qualche contro).

Il pellet ha raggiunto ormai una quotazione di circa 100 euro al quintale, anche se, tra bonus e detrazioni potrebbe ancora convenire, in considerazione del vertiginoso aumento del costo del gas metano, così come dell’energia elettrica.

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Avevamo già parlato di come usare il nocciolino di sansa vergine nelle stufe, uno dei migliori sostituti del pellet, ma in realtà ultimamente anche il prezzo di questa biomassa sta aumentando (ha raggiunto ormai i 40-60 Euro al quintale). Per risparmiare davvero quindi dobbiamo rivolgerci ad altri combustibili.

Ecco qualche opzione.

Cippatino di legna

cippato di legna alternativa legna

©lightfieldstudios/123rf

Questa risorsa costa davvero poco e quella in vendita si può usare direttamente nella stufa a pellet a patto che abbia dimensioni tali da non inceppare la coclea (volendo si può anche autoprodurre dotandosi di un cippatore).

Ha però lo svantaggio di avere un potere calorifico di 3.0 – 3.5 kWh/kg, per cui bisogna dotarsi di punti di stoccaggio asciutti e di grandi dimensioni vista la quantità da usare. Inoltre usarlo da solo potrebbe dare qualche problema, in quanto tenderà ad agglomerarsi e non permetterà l’adescamento della coclea, per cui è consigliabile introdurre un agitatore (ma in generale si tende a miscelarlo col pellet o con il nocciolino).

Gusci di frutta secca

gusci mandorle alternativa legna

©nikcoa/123rf

Ottima alternativa al pellet anche i gusci delle mandorle, se macinate ed essiccate. Attualmente hanno un costo basso, comunque inferiore a quello del pellet e, se certificati per la combustione, non provocano danni alla coclea.

Tuttavia le mandorle hanno un potere calorifico e un peso specifico inferiori a quello del pellet, quindi bisogna fare grandi scorte (e quindi avere gli spazi adeguati).

Mais

mais alternativa legna

©whitebearstudio1/123rf

Il mais “sembra fatto apposta” per la stufa a pellet (essiccato), considerate le sue dimensioni e la forma regolare dei chicchi. Il costo, inoltre, non è di certo paragonabile a quello del pellet (anche se soggetto a fluttuazioni di mercato). Ma non si usa quasi mai da solo, in quanto tende a formare agglomerati duri nel braciere.

Il suo utilizzo è inoltre controverso eticamente, in quanto biomassa destinata all’alimentazione. Ci si chiede insomma se sia giusto “bruciarlo” invece che usarlo come cibo, soprattutto in considerazione della crescente crisi alimentare.

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Tutte le alternative vanno testate (sotto la guida di esperti se non si ha molta dimestichezza) per le proprie esigenze. E tutte le opzioni devono essere prese in considerazione, soprattutto in questo momento.

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Fonte: A Bear in the Countryside

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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