I pannelli fotovoltaici flessibili stampati in 3D sono ora la realtà, leggeri, riciclabili ed economici

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Il futuro dell’energia rinnovabile è nei pannelli fotovoltaici flessibili stampati in 3D. La tecnologia, opera di un gruppo di ricerca dell’Università di Newcastle (Australia) ormai è in scala pilota a livello commerciale

Quanta frutta e verdura dobbiamo mangiare ogni giorno?

Pannelli fotovoltaici flessibili stampati in 3D: ecco il futuro dell’energia rinnovabile. La tecnologia, ormai in scala pilota a livello commerciale, è frutto di una ricerca condotta dall’Università di Newcastle (Australia) che ha mostrato come i pannelli così prodotti siano anche ultraleggeri, riciclabili ed economici da produrre.

Il materiale, simile per spessore e aspetto a un pacchetto di chip, viene prodotto utilizzando stampanti convenzionali. Nel 2020 la prima dimostrazione pubblica, nella quale i pannelli erano stati installati all’interno del nuovo e vibrante spazio urbano del Lane Cove Council ‘The Canopy’.

A livello globale, ci sono davvero poche installazioni di questo tipo e quindi non sappiamo molto sulle loro prestazioni in un ambiente pubblico – spiegava Paul Dastoor, che aveva guidato lo studio – Questa è il prossimo passo fondamentale per accelerare lo sviluppo e la commercializzazione di questa tecnologia. Ci presenta un nuovo scenario per testare prestazioni e durata in grado di far fronte a una serie di nuove sfide

La tecnologia

Secondo i ricercatori, questa tecnologia darà una svolta e rivitalizzerà davvero del solare stampato, in quanto i prodotti possono essere prodotti su stampanti convenzionali. Inoltre il materiale è estremamente leggero, iperflessibile e incredibilmente sottile.

Il solare stampato appare anche economico, con un costo di produzione inferiore a 10 dollari per metro quadrato e rapido da produrre, con apparecchiature su scala commerciale in grado di produrre chilometri di materiale al giorno.

Nessun’altra tecnologia per l’energia rinnovabile può essere prodotta così rapidamente spiegava già all’epoca Dastoor – Il basso costo e la velocità con cui questa tecnologia può essere implementata è entusiasmante poiché dobbiamo trovare soluzioni e rapidamente

The last but not the least, i prodotti alla base della tecnologia possono essere riciclati un netto vantaggio rispetto ai tradizionali pannelli in silicio, essendo composti per oltre il 99% dei pannelli costituiti da PET.

A che punto siamo

Stiamo attualmente studiando i processi di riciclaggio per questo materiale – riferiva nel 2020 su questo lo scienziato – La nostra speranza è di poter separare gli strati esterni di PET e riutilizzarli per creare nuovi pannelli con un’elaborazione minima”

E la ricerca, nel frattempo è andata avanti, portando al tecnologia su scala pilota a livello commerciale.

Il basso costo, il peso leggero, la flessibilità e la durata del materiale continuano inoltre ad ispirare una gamma di possibili applicazioni, comprese soccorso e recupero in caso di calamità, sistemi di ricarica a scomparsa per veicoli elettrici, caravan/camping e industria della difesa, coperture galleggianti per dighe e piscine, vele per gli yacht, tende intelligenti per edifici residenziali e grattacieli, coperture per serre e altro ancora.

Immagina un mondo in cui tutti hanno accesso all’elettricità e in cui ogni superficie può generare energia pulita, a basso costo e sostenibile dal sole. È un mondo in cui voglio vivere”
concludeva Dastoor.

Come dargli torto…

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Fonti: Università di Newcastle /  Università di Newcastle/Youtube / Università di Newcastle/Scheda prodotto

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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