“È inferno climatico”, così gli attivisti irrompono all’incontro mondiale delle aziende del gas

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Ieri, alcuni attivisti hanno interrotto l’inaugurazione di Gastech, il più importante incontro mondiale delle aziende del gas, del GNL e dell’idrogeno, che quest’anno si svolge alla Fiera di Milano. Per dire stop al greenwashing

Le emissioni di gas serra dovute alle pubblicità delle auto e dei voli aerei in tutto il mondo potranno arrivare a circa una volta e mezza quelle dell’Italia, mentre le emissioni correlate alle pubblicità europee degli stessi settori potrebbero da sole superare le emissioni del Belgio.

È quanto è emerso nei mesi scorsi da una ricerca di Greenpeace Nordic e New Weather Institute basata su dati del 2019 e che nel report Advertising climate chaos aveva stimato l’impatto potenziale delle pubblicità di compagnie aeree e di auto sui modelli di consumo basati sui combustibili fossili e il conseguente impatto climatico in termini di emissioni di gas serra.

Ne parlammo qui: Crisi climatica, le pubblicità di automobili e di voli aerei ci allontanano dagli obiettivi di riduzione delle emissioni

Ora, in occasione dell’inaugurazione di Gastech, il più importante incontro mondiale delle aziende del gas, del GNL e dell’idrogeno, che quest’anno si svolge alla Fiera di Milano, oltre 50 tra attivisti e attiviste di Greenpeace si sono piazzati davanti all’ingresso dell’evento creando con fumi e suoni di sirene un’atmosfera da “inferno climatico” che, secondo gli scienziati, è il destino a cui andremo incontro se continueremo a bruciare fonti fossili.
Fuori e dentro i padiglioni della fiera, gli attivisti hanno diffuso un messaggio di allarme per le sorti del pianeta:

Attenzione! Questa non è un’esercitazione. È in corso un’emergenza climatica. Si prega di non credere alle pubblicità ingannevoli delle aziende del gas e del petrolio. Sotto il greenwashing c’è l’inferno climatico.

Assistiamo a una campagna elettorale in cui i principali partiti presentano programmi con obiettivi climatici inconsistenti e false soluzioni come i rigassificatori, che rischiano di aumentare la nostra dipendenza dal gas fossile, gravando anche sulle nostre bollette.

Per questo motivo, è tempo di svelare ciò che l’industria del gas e del petrolio cerca di nascondere dietro le sue pubblicità patinate: una cupa realtà fatta di inquinamento, eventi climatici estremi sempre più distruttivi e conflitti per il controllo delle fonti fossili.

Perché la pubblicità?

Se le multinazionali del gas, del petrolio e del carbone non potranno più pubblicizzare i loro prodotti, ridurremo il loro potere di influenzare il mercato. Ogni gigante ha il suo punto debole.

Greenpeace sta promuovendo una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) che propone di vietare le pubblicità e le sponsorizzazioni delle aziende responsabili della crisi climatica.

Se la petizione Stop alla pubblicità delle aziende inquinanti, sostenuta da più di trenta organizzazioni, raggiungerà il traguardo di un milione di firme raccolte, la Commissione europea sarà obbligata a discutere una proposta di legge per mettere fine a queste pubblicità nocive per il clima.

QUI il rapporto completo e QUI puoi firmare la petizione.

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Fonte: Greenpeace

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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