Cosa sappiamo davvero sul parco eolico che danneggerebbe le onde gravitazionali dell’Einstein Telescope in Sardegna

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Cos'è questa storia della “protesta” dei sindaci del nuorese, in Sardegna, contro la realizzazione di un parco eolico tra Bitti e Lula? Le pale eoliche danneggiano davvero le onde gravitazionali del progetto Einstein Telescope?

Era stata autorizzata dal Governo Draghi con un Dpcm di ottobre la realizzazione di un parco eolico in Sardegna, ma, secondo alcuni sindaci del posto, andrebbe a interferire con il progetto dell’Einstein Telescope nel sito di Sos Enattos a Lula, candidato per l’Italia a ospitare il Centro europeo di misurazione delle onde gravitazionali.

Candidato” appunto. È questa la parola chiave. Perché l’Einstein Telescope, futuro rilevatore di onde gravitazionali di terza generazione attualmente in fase di studio da parte di vari enti scientifici europei, non c’è o comunque c’è solo sulla carta.

C’è un problema sostanziale, dato che questo progetto non è stato ancora approvato, al contrario del parco eolico – ci dice chiaramente Simone Togni, Presidente Anev, l’Associazione nazionale energia del vento.

Eppure i Consigli comunali in assemblea hanno votato nelle settimane scorse all’unanimità un documento per chiedere al Governo l’annullamento dell’autorizzazione del parco eolico.

La costruzione del parco eolico, dicono, comprometterebbe la realizzazione dell’ET, un progetto di ricerca e di sviluppo che porterebbe migliaia di posti di lavoro qualificati. Ed è su questo ultimo punto che il consenso locale si è allargato particolarmente: si ritiene che il progetto porterà benefici a tutta l’area (“molto più di quel che può portare un parco eolico in più o in meno“, si legge nei commenti sui social).

Questo dovrebbe far riflettere lo stesso Governo, che da un lato caldeggia la candidatura del sito di Sos Enattos e dall’altro rischia di comprometterne l’idoneità concedendo le autorizzazioni ai parchi eolici. Occorre concordare una strategia comune per salvaguardare il progetto del Telescope che è prioritario non solo per le aree interne ma per tutta la Sardegna, spiega il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu.

L’Anev, però, non ci sta.

Noi come Anev, insieme anche a Legambiente, abbiamo da subito aperto un tavolo su questa questione, tavolo che ad oggi ancora è operativo.

Ci sono comunque alcuni aspetti da chiarire: la Sardegna è solo una delle possibili location e non c’è ancora nessuna certezza che l’ET venga realizzato proprio qui – dice Togni.

Poi, c’è da considerare che gli studi sull’eventuale interferenza dell’eolico sulle onde gravitazionali sono ancora in corso.

Anzi, secondo le prime informazioni che ci hanno fornito i ricercatori, gli ordini di grandezza rilevati non sarebbero affatto rilevanti rispetto a una interferenza con il telescopio.

Insomma, se proprio uno dei due progetti debba escludere l’altro, dovrebbe essere proprio il telescopio a doversi spostare.

Mas posso comunque dirmi abbastanza sicuro che verrà dichiarato che queste due infrastrutture non siano affatto incompatibili.

In sostanza, siamo di fronte all’ennesimo attacco pretestuoso all’energia del vento.

Staremo a vedere, insomma. Nel frattempo, mentre sono già tanti sono i Paesi hanno deciso di investire proprio in nuovi impianti eolici onshore e offshore per affrontare la transizione energetica verso le energie rinnovabili, in Italia non riusciamo ancora a trovare mai una quadra.  Sembra un paradosso.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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