Chernobyl e quello che sappiamo sul deposito di rifiuti radioattivi distrutto

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Dopo quasi un mese dall’occupazione delle truppe russe, è stato finalmente sostituito il personale della centrale nucleare di Chernobyl. Due settimane fa l’Agenzia internazionale per l'energia atomica aveva espresso preoccupazione per i dipendenti che stavano lavorando senza sosta. Intanto, secondo fonti ucraine, sarebbe anche stato distrutto un deposito di rifiuti radioattivi

Dopo oltre 600 ore di lavoro, una parte del personale della centrale di Chernobyl è stato finalmente sostituito da 46 volontari, che continueranno ad assicurare il funzionamento in sicurezza della centrale nucleare dismessa. Evacuati anche civili presenti in quel territorio e complessivamente sono state evacuate 64 persone.

Molti erano stati gli allarmi nei giorni scorsi per l’assenza di energia elettricità registrata per due volte.

Il personale era in servizio dal 23 febbraio e, stando alle autorità ucraine, non era più capace di effettuare “riparazioni e manutenzione” delle apparecchiature di sicurezza, anche “a causa dell’affaticamento fisico e psicologico” in quanto in servizio “ininterrottamente da quasi tre settimane”.

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Le condizioni furono comunicate da Energoatom all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che nei giorni scorsi aveva allarmato anche l’autorità dell’Onu che aveva espresso “preoccupazioni per la sicurezza” anche per quanto riguardava il “trasporto” del personale “al di fuori della zona di esclusione”.

Il deposito di rifiuti radioattivi

Le truppe russe che occupano la centrale nucleare di Chernobyl avrebbero “saccheggiato e distrutto” un laboratorio nel sito.

Ad affermarlo sono i funzionari ucraini dell’Agenzia statale che gestisce le zone di esclusione:

Il laboratorio aveva campioni altamente attivi e campioni di radionuclidi, che oggi sono nelle mani del nemico, scrivono in un lungo post sui social. E inoltre conteneva anche preziose apparecchiature analitiche che non erano disponibili altrove in Europa

Chernobyl – il luogo del peggior incidente nucleare del mondo nel 1986 – non è una centrale elettrica funzionante, ma richiede comunque una gestione costante. Ora rappresenta una grandissima preoccupazione e, come se non bastasse, all’inizio di questa settimana il parlamento ucraino ha riferito che sarebbero scoppiati degli incendi boschivi nelle vicinanze dell’impianto, rilevati dalle immagini satellitari.

Seppur giunga dalla agenzia ucraina, anche quella del deposito rimane una notizia da verificare quanto prima.

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Fonte: UA Crisis

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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