Caro bollette, l’Europa propone il taglio obbligatorio ai consumi di elettricità

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La Commissione europea intende proporre un obiettivo obbligatorio di riduzione dei consumi di elettricità durante le ore di picco, lasciando agli Stati membri discrezionalità nella decisione sulla fascia oraria. Nel frattempo l’Europa è impegnata anche sulla questione del tetto al prezzo del gas, un tema sul quale i 27 non hanno ancora trovato un accordo

Flatten the curve”, “dobbiamo appiattire la curva”, così la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, propone una serie di 5 misure e obiettivi che potranno presto diventare obbligatori per ridurre il consumo di elettricità almeno nelle ore di punta.

Dobbiamo risparmiare elettricità, ma dobbiamo salvarla in modo intelligente, per cui parte effettivamente da questo presupposto la bozza che starebbe per essere liquidata dalla Commissione europea. L’obiettivo obbligatorio comporterebbe la selezione di 3 o 4 ore per giorno della settimana in cui ridurre i consumi lasciando agli Stati un “margine di discrezionalità” sulla scelta degli orari.

La fascia oraria in cui implementare la riduzione dei consumi, si legge sulla bozza, “potrebbe includere anche quelle nelle quali la generazioni di elettricità da fonti rinnovabili è bassa“.

La bozza, inoltre, non quantifica il target della riduzione dei consumi, che sarà comunque ancora oggetto di dibattito al collegio dei commissari. La settimana scorsa l’orientamento della Commissione era quello di una riduzione del 10%. La quantificazione del taglio mensile viene fatta con il raffronto con lo stesso mese nel “periodo di riferimento”, basandosi sulla media dei consumi dei 5 anni precedenti al periodo 1 novembre-31 marzo nel quale l’Ue chiede il taglio della domanda.

Le altre 4 misure

La manipolazione russa del mercato del gas ha effetti di ricaduta sul mercato elettrico […] ma ci sono anche gli effetti del cambiamento climatico, come la siccità. L’energia idroelettrica è stata ridotta del 26% nell’Unione Europea e del 46% in Portogallo. Per questo ci troviamo di fronte a prezzi astronomici dell’elettricità per famiglie e aziende, e con un’enorme volatilità del mercato.

Per questo motivo, la seconda misura proposta da Ursula von der Leyen riguarda un tetto ai ricavi delle aziende che producono energia elettrica a basso costo.

È giunto il momento per i consumatori di beneficiare dei bassi costi delle fonti energetiche a basse emissioni di carbonio come, ad esempio, le rinnovabili. Proporremo di reindirizzare questi profitti imprevisti agli Stati membri in modo che gli Stati membri possano sostenere le famiglie vulnerabili e le aziende vulnerabili. Gli Stati membri dovrebbero investire queste entrate, come ho detto, per sostenere le famiglie vulnerabili e le aziende vulnerabili, ma anche per investirle in fonti di energia pulita autoprodotta, come ad esempio le rinnovabili.

La terza misura prevede un contributo di solidarietà per le società di combustibili fossili, “perché tutte le fonti di energia devono aiutare a superare questa crisi”, non fa a meno di dire Ursula von der Leyen.

Il quarto punto riguarda le società di servizi energetici che devono essere supportate per poter far fronte alla volatilità dei mercati. A queste società viene attualmente richiesto di fornire ora inaspettate grandi quantità di fondi, il che minaccia la loro capacità non solo di negoziare, ma anche la stabilità dei mercati dei futures.

È un problema di liquidità. Pertanto, aiuteremo a facilitare il sostegno di liquidità da parte degli Stati membri per le società energetiche. Aggiorneremo il nostro quadro temporaneo e consentiremo così di fornire rapidamente garanzie statali.

Il quinto e ultimo punto: abbassare i costi del gas, pertanto la Commissione proporròà un limite di prezzo per il gas russo.

Naturalmente, l’obiettivo qui è molto chiaro. Sappiamo tutti che le nostre sanzioni stanno incidendo profondamente sull’economia russa, con un pesante impatto negativo. Ma Putin sta parzialmente tamponando attraverso i ricavi dei combustibili fossili. Quindi qui, l’obiettivo è: dobbiamo tagliare le entrate della Russia, che Putin usa per finanziare la sua atroce guerra in Ucraina.

Staremo a vedere cosa diranno gli Stati membri al Consiglio informale dei ministri dell’Energia.

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Fonte: Commissione europea

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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