Economia circolare: ecco le idee più innovative del 2022. Anche due italiane tra le finaliste dei Green Alley Award

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Annunciati i progetti finalisti del prestigioso premio europeo Green Alley Award 2022, dedicato all'economia circolare. Tra le startup selezionate anche due italiane: Atelier Riforma (impegnata nel recupero degli scarti tessili) e Agree (che ha messo a punto un’alternativa vegetale alla pellicola in plastica per la frutta e la verdura)

Sono sempre di più le aziende italiane che scelgono di investire nel settore dell’economia circolare e alcune sono riuscite a distinguersi anche a livello internazionale, tanto da essere selezionate come finaliste al Green Alley Award 2022, il primo premio a livello europeo per le startup che promuovono soluzioni innovative sostenibili basate sul riciclo e la riduzione dei rifiuti.

“La prevenzione dei rifiuti, il riciclo e il riutilizzo di prodotti e materiali rappresentano strategie essenziali per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra su scala globale. Con il Green Alley Award, vogliamo incentivare alcune soluzioni circolari per molteplici settori e industrie” commenta Jan Patrick Schulz, CEO di Landbell Group e fondatore del prestigioso premio.

Sono due i progetti Made in Italy che hanno sbaragliato una ventina di aziende provenienti da altri Paesi europei. L’Italia è infatti l’unica nazione ad avere due startup che concorrono per il podio, ma soprattutto per il premio in denaro pari a € 25.000. La premiazione finale avverrà a Berlino il 28 aprile 2022. Scopriamo quali sono le iniziative selezionate come finaliste.

I due progetti italiani finalisti

Agree

Una delle due startup selezionate si chiama Agree ed è impegnata nello sviluppo di imballaggi sostenibili e commestibili per frutta e verdura. L’obiettivo di questo progetto, ideato da tre intraprendenti giovani torinesi, è quello di dire addio alla plastica inquinante che abbonda nei supermercati.

L’innovativo packaging è realizzato con gli scarti provenienti dal settore agricolo ed è in grado di prolungare la durata di conservazione della frutta e della verdura fino a 3 volte di più. Un’ottima trovata per combattere l’inquinamento da plastica e ridurre gli sprechi alimentari.

Atelier Riforma

Come suggerisce lo stesso nome, Atelier Riforma è una startup che promuove la moda circolare. Nata come progetto nel 2019 su impulso di due ragazze e poi diventata società nel 2020, Atelier Riforma è partita con l’idea di creare una rete di sarti, designer e sartorie sociali per dare una seconda vita agli abiti dismessi.

Oggi grazie a una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale (capace di estrarre tutte le caratteristiche dei capi al momento della catalogazione) e una piattaforma digitale, Atelier Riforma aiuta l’industria della moda a riutilizzare al meglio, valorizzare e rivendere gli scarti tessili.

Leggi anche: Dagli scarti tessili nascono componenti di arredamento, così Nazena ricicla i vestiti usati

Gli altri progetti europei in finale

FlexiHex (UK)

FlexiHex è una startup che si prefigge l’obiettivo di sostituire il polistirolo e in generale gli imballaggi in plastica con un packaging in cartone dal design a nido d’ape brevettato per proteggere gli articoli fragili.

MakeGrowLab (Polonia)

Sviluppato in Polonia, il progetto MakeGrowLab realizza rivestimenti e le pellicole con proprietà simili a quelle della plastica – da usare come imballaggi alimentari – che possono  essere riciclati carta o biodegradarsi nei rifiuti organici.

ScrapAd (Spagna)

La spagnola ScrapAd, invece, offre una piattaforma globale per la compravendita di materiali riciclabili per compensare la mancanza di informazioni nel settore del riciclaggio.

Voltfang (Germania)

L’obiettivo della startup Voltfang è prolungare il ciclo di vita delle batterie. Il sistema di stoccaggio ecologico dell’elettricità di Voltfang, infatti, usa le batterie auto per fornire energia pulita in ambiente domestico.

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Fonte: Green Alley 2022

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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