L’Orologio dell’Apocalisse accelera la sua corsa dopo le minacce nucleari della Russia

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Per le ostilità fra Russia e Ucraina, manca ormai poco più di un minuto alla fine del mondo, secondo questo particolare orologio

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Il Doomsday Clock, tradotto in italiano con Orologio dell’Apocalisse, è un indicatore messo a punto da un gruppo di scienziati (fra cui Albert Einstein) negli anni ’40 per segnalare – metaforicamente ma non troppo – il tempo che manca alla fine del mondo. A determinare la corsa verso la mezzanotte dell’umanità concorrono molti fattori: inquinamento, consumo delle risorse, epidemie, ma anche conflitti politici e programmi nucleari.

Nulla di più attuale, se pensiamo al conflitto fra Russia e Ucraina che in questi giorni sta tenendo con il fiato sospeso l’Europa e il mondo intero e, soprattutto, alla minaccia di possibili attacchi nucleari da parte del presidente russo Vladimir Putin. Solo 100 secondi ci separano dalla fine – poco più di un minuto, come spiegato dalla direttrice dell’associazione che si occupa del Doomsday Clock, Rachel Bronson:

Il Bollettino degli scienziati atomici condanna l’invasione russa dell’Ucraina. A gennaio, il Bollettino ha fissato l’ orologio del giorno del giudizio a 100 secondi a mezzanotte, il più vicino a mezzanotte che sia mai stato. Abbiamo fatto riferimento alla situazione precaria in Ucraina. Abbiamo anche ripetutamente segnalato i pericoli di escalation non intenzionali poiché le posizioni e gli investimenti militari, insieme alle dichiarazioni politiche, aumentano la probabilità che possano essere utilizzate armi nucleari. Questo è esattamente ciò che trasmette 100 secondi a mezzanotte. È pericoloso, fluido e instabile. Il nostro consiglio per la scienza e la sicurezza si riunirà questa settimana e continuerà a valutare la crisi in corso.

Lo scopo dell’Orologio dell’Apocalisse non è (solo) quello di creare allarme, ma rappresenta soprattutto un invito all’azione: dobbiamo agire, e dobbiamo farlo in fretta, se vogliamo salvare il nostro mondo dalla distruzione – certamente alimentare nuovi conflitti in un mondo già fiaccato da guerre ed inquinamento non è una buona idea per farlo.

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Fonte: Bulletin of the Atomic Scientists

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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