COP27, la proposta dell’Egitto sul taglio alle emissioni è “inaccettabile”, l’Ue pronta a lasciare i negoziati sul clima

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La COP27 è ormai più che agli sgoccioli, ma l’accordo non arriva: l’UE ha fermamente respinto la proposta di accordo dell’Egitto considerata inaccettabile, in quanto rimetterebbe in discussione gli accordi di Parigi. La tensione sale

Stop all’obiettivo di 1.5°C firmato a Parigi? La proposta egiziana sul clima sembra volerlo rimettere in discussione e l’Ue la respinge con forza. La COP27, che sulla carta doveva terminare il 18 novembre, non ha raggiunto l’accordo e rischia di essere un completo e disastroso fallimento.

Oggi, 19 novembre, è il primo giorno supplementare della COP27 che non ha raggiunto alcun accordo. Anzi, il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha dichiarato di preferire “nessun accordo che un cattivo accordo” alla proposta avanzata dalla presidenza egiziana.

Il problema è che la presidenza egiziana sta cercando di far passare un testo che solleverebbe gli obblighi degli Stati di alzare regolarmente gli obiettivi di riduzione delle emissioni per mantenere l’aumento di temperatura entro 1,5°C

riferisce la ministra francese per la Transizione energetica Agnès Pannier-Runacher

L’Accordo sul Clima di Parigi del 2015 è stato considerato una vera pietra miliare e per questo la COP21 è ricordata come una tra le conferenze sul clima di maggior successo. Tuttavia, appena un anno dopo, era già abbastanza chiaro che non sarebbe bastato nemmeno quello e in effetti, ad oggi, non solo le emissioni globali non sono state tagliate come necessario, ma si va verso aumenti di temperatura ben superiori a 1.5°C.

Nel 2022 tutto questo viene addirittura rimesso in discussione.

C’è il rischio che l’obiettivo di 1,5°C muoia oggi – avverte la ministra – Oggi, in questo momento, non abbiamo ancora un testo sul tavolo e le informazioni presentate questa notte alla delegazione Ue includono battute d’arresto inaccettabili in relazione agli accordi di Parigi e Glasgow

Di fatto la proposta egiziana farebbe arretrare gli obiettivi per raggiungere la riduzione dei gas serra, che consentirebbero di mantenere gli accordi del 2015.

Ma la presidenza egiziana si difende, sostenendo che la stragrande maggioranza dei Paesi trova le proposte “equilibrate”. Così il ministro degli Esteri egiziano Sameh Choukri ha richiamato le parti alle loro responsabilità, chiedendo “flessibilità” e riferendo che si consulterà con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, presente a Sharm el-Sheikh.

La COP27 rischia di finire peggio di come si era ipotizzato.

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Fonti: Le Figaro /  Frans Timmermans/Twitter

Leggi il nostro Speciale COP27.

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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