Colate di cemento, pesca illegale e acque inquinate: così stiamo devastando le nostre coste

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Nel corso del 2021 sono stati segnalati 7 illeciti per ogni chilometro di costa italiana. I dati del nuovo report Mare Monstrum di Legambiente sono allarmanti: i litorali dello Stivale sono deturpati dall'abusivismo edilizio, dagli scarichi illegali e dalla pesca di frodo, minacce ancora difficili da debellare

I litorali italiani non respirano. Sono troppo le minacce che le soffocano e non parliamo solo delle conseguenze della crisi climatica. Le coste del nostro Paese devono fare conti con continue violazioni delle leggi che le tutelano. Tra abusivismo edilizio, cattiva gestione dei sistemi di depurazione e pesca di frodo, il quadro è drammatico. A restituirci la fotografia con i dati degli illeciti avvenuti nel 2021 è il report “Mare Monstrum”, appena pubblicato da Legambiente.

Sono stati ben 55.020 mila i reati contestati lo scorso anno: praticamente un illecito ogni 133,3 metri. Per quanto riguarda le sanzioni, ne sono state comminate 24.900, mentre gli arresti e le singole denunce sono stati 20.485; 7.021 i sequestri, 392 le società denunciate e 270 quelle sanzionate.

Tra sequestri e sanzioni, il business del mare violato è di oltre 626 milioni di euro, in calo rispetto al 2020: la maggior parte delle misure riguarda l’inquinamento e i rifiuti, con oltre 577 milioni di euro.

Mare Monstrum, in maniera ancora più completa quest’anno, accende i riflettori sulle pressioni illegali che danneggiano il nostro ecosistema marino: dall’abusivismo edilizio al deficit di depurazione, dagli sversamenti di liquami inquinanti d’ogni tipo fino all’assalto al patrimonio ittico e alla biodiversità, con l’incubo della pesca di frodo – spiega Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente – Vale la pena ricordare come solo grazie all’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale nel 2015 sia stato possibile sviluppare inchieste adeguate alla gravità dei reati e come, ancora, anche i delitti contro la fauna attendano di esservi inseriti.

Solo potenziando le attività di controllo e rafforzando gli interventi normativi, in primis quelli contro l’abusivismo, con l’affidamento ai prefetti delle demolizioni quando i Comuni non le eseguono, e quelli contro la pesca illegale, si può fronteggiare l’assalto degli ecocriminali e dei predoni del mare.

Ma, a fronte di chi puntualmente saccheggia, deturpa, inquina il nostro patrimonio marino e costiero, ci sono anche le storie di chi s’impegna a tutelarne le straordinarie risorse e a valorizzarne le potenzialità per affrontare sfide che ci riguardano tutti come quella climatica, ad esempio attraverso la produzione di energia pulita, possibile anche con un eolico off-shore ben progettato e realizzato.

Leggi anche: Ci siamo “divorati” oltre la metà delle nostre coste e ora le conseguenze sono peggio di quanto immagini

La Regioni con più illeciti

Ma quali sono le Regioni in cui si è registrato il numero più alto di illeciti legati alle coste? Anche lo scorso anno la Regione che ha battuto il record negativo è la Campania, seguita da Sicilia, Puglia, Toscana, Calabria e Lazio. La regione del Nord, che conta più reati, è il Veneto, mentre nelle quattro regioni a “tradizionale presenza mafiosa” – ovvero Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – si concentra il 46,1% di tutti i gli illeciti accertati in Italia.

mare monstrum 2021

@Legambiente

“Il fattore di pressione di gran lunga prevalente rimane quello del ciclo illegale del cemento, dalle villette abusive all’occupazione illegale delle spiagge, che da solo rappresenta il 50,3% del totale degli illeciti accertati, seguito dall’illegalità connessa ai fenomeni d’inquinamento e alla gestione dei rifiuti (25,3%) e dalla pesca di frodo (20,8%). – chiarisce Legambiente – Chiudono questa classifica, con il 4%, le violazioni relative al Codice della navigazione anche nelle aree marine protette.

Spiagge soffocate dal cemento

La metà (esattamente il 50,3%) degli illeciti accertati nel 2021  50,3% riguarda il ciclo illegale del cemento. Una percentuale
elevatissima se si considera che inquinamento delle acque, pesca di frodo e infrazioni al codice della navigazione nelle aree marine protette sono illeciti tutt’altro che irrilevanti.

In Italia l’abusivismo è un fenomeno ancora spaventosamente radicato, difficile da debellare. Nel 2021 gli illeciti scoperti dalla forze dell’ordine sono stati 27.678, per un corrispondente valore economico di 36.375.308 in sequestri e sanzioni effettuati: praticamente oltre 3 illeciti per ognuno dei 7.375 chilometri della costa del nostro Stivale (isole comprese).

Ecco la classifica regionale che riguarda l’assalto illegale alle coste:

abusivismo coste 2021

@Legambiente

La piaga dell’inquinamento

Un’altra grande minaccia che deturpa il nostro mare è l’inquinamento. Troppo frequenti gli scarichi illegali e l’abbandono di rifiuti: una situazione causata anche dall’assenza o dal malfunzionamento dei depuratori. Tra illeciti penali e amministrativi accertati nel 2021
da forze dell’ordine e Capitanerie di porto a seguito di 177.409 controlli, si raggiunge la ragguardevole cifra di 13.899 violazioni (più di 38 al giorno, 1,9 per ogni km di costa).

Continuano a crescere i reati (+ 2,2% rispetto al 2020) superando quota settemila, esattamente 7.054 – quasi venti al giorno – e sono aumentate ovviamente anche le persone arrestate o denunciate 8.582 (+0,9%) e i sequestri 3.358 (+23,7%). – si legge nel report Legambiente – Diminuisce leggermente, invece, il valore economico dei sequestri e delle sanzioni nel settore che ammonta a oltre 577 milioni di euro, un indicatore importante di quanto “pesino” anche da questo punto di vista”.

Ecco la situazione Regione per Regione:

mare inquinato mare nostrum 2021

@Legambiente

La pesca illegale

Un fenomeno ancora molto diffuso sulle coste italiane è la pesca di frodo, che minaccia la biodiversità ma – in diversi casi – anche la nostra salute.

Oltre 627 tonnellate complessive di prodotti ittici sono stati sequestrati in Italia nel 2021, quasi 1.718 chilogrammi di pesce al giorno, con la Sicilia che primeggia per sequestri di “pesce, caviale, salmone, pesce spada, tonno rosso e oloturie”, con oltre 165 tonnellate (Sicilia,
Puglia, Emilia Romagna e Liguria coprono l’81,09% dei sequestri totali); la Puglia per sequestri di “datteri, crostacei e molluschi” con oltre 96 tonnellate (Puglia, Emilia Romagna e Sicilia coprono il 99,31% del totale); la Calabria invece emerge per sequestri di “novellame” con
quasi 11 tonnellate (Calabria, Sicilia e Puglia coprono il 95,19% del totale).

Leggi anche: Pesca illegale di datteri di mare, sentenza storica in Italia: “è disastro ambientale”

“In questo contesto, saltano agli occhi regioni con importanti tratti costieri e numeri di prodotti ittici sequestrati sotto la media nazionale e, in particolare, i numeri “inesistenti” per Sardegna, Lazio e Campania.” si legge nel report.

Questa è la classifica relativa alla pesca di frodo nel 2021:

pesca illegale 2021

@Legambiente

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Fonte: Legambiente 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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