La violenta alluvione di Avellino (passata sotto silenzio) è la prova della miopia sulle conseguenze di caldo e siccità

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La terribile alluvione che ha messo in ginocchio Montella, in provincia di Avellino, lo scorso venerdì non è semplice "maltempo": è la conseguenza catastrofica della crisi climatica che stiamo continuando ad ignorare in Italia Ma probabilmente non ne hai neanche sentito parlare...

Fiumi di fango per le strade, alberi e detriti trascinati via: le scene immortalate un paio di giorni fa in provincia di Avellino sono spaventose. Qui si è verificato un violento nubifragio, che ha seminato paura e distruzione. A subirne le conseguenze peggiori il comune di Montella, che nel giro di poco tempo è stato praticamente sommerso dall’acqua.

La pioggia battente è iniziata lo scorso venerdì in tarda mattinata e la furia dell’acqua ha portato via con sé tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino: pali della luce, alberi, sedie, persino un grosso frigorifero, come mostrano i video diffusi sui social.

A subire diversi danni anche i gazebo e le altre strutture che erano state allestite nel paese irpino per la popolare Sagra della Castagna, giunta alla 38esima edizione. Per proteggere l’incolumità dei cittadini, il sindaco di Montella ha invitato gli abitanti del paese a limitare gli spostamenti in auto.

Nel frattempo, a causa della violenta pioggia, centinaia di automobilisti si sono ritrovati bloccati per ore sul raccordo autostradale Avellino-Salerno.

Quanto accaduto nel comune campano è passato abbastanza sotto silenzio. Ma non può essere considerato soltanto “maltempo”. L’alluvione che ha sconvolto Montella è la diretta conseguenza di una stagione autunnale eccezionalmente secca, con temperature tipiche dell’estate. E, purtroppo, non sarà con ogni probabilità l’ultima. Questo invece potrebbe essere solo l’inizio.

Come confermato dalla scienza, la crisi climatica favorisce gli eventi meteorologici estremi. In particolare, dopo un prolungato periodo di siccità (come quello che stiamo vivendo), il rischio di inondazioni è maggiore dato che un terreno arido ha minore capacità di assorbire l’acqua piovana; per dimostrare questo fenomeno, un team di scienziati del Università di Reading (Regno Unito) ha condotto un interessante esperimento che riportiamo qui:

Il problema è che per anni le nostre istituzioni hanno minimizzato o ignorato l’impatto degli stravolgimenti climatici sulle nostre città e sulle nostre vite. È l’effetto collaterale di anni di politiche ambientali miopi, compresa la messa in sicurezza dei territori, il dragaggio dei letti dei fiumi, le politiche di adattamento climatico.

Purtroppo, però, l’Italia è destinata ad andare incontro a fenomeni devastanti come alluvioni e trombe d’aria.

I dati forniti da Legambiente molto preoccupanti: da gennaio a luglio 2022 sono avvenuti sul territori della nostra nazione 132 eventi climatici estremi, il numero più alto della media annua dell’ultimo decennio e dal 2010 a luglio 2022 se ne sono verificati complessivamente 1318. Un anno da bollino rosso. Eppure, l’Italia continua ad essere l’unico dei maggiori Paesi europei che non ha ancora approvato un piano nazionale di adattamento al clima…

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Fonti: Comune di Montella/Dipartimento Protezione Civile

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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