Nuova protesta di Extinction Rebellion per il clima: imbrattato l’Eni store di Roma

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I giovani attivisti di Extinction Ribellion tornano in azione per le strade di Roma per dire no ai combustili fossili. In questi giorni stanno portando avanti diverse proteste davanti agli store e alla sede legale di Eni

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Gli attivisti del movimento internazionale per il clima Extinction Rebellion colpiscono ancora. Questa volta ad essere stato preso di mira l’Eni store di Roma, nel quartiere Garbatella. La protesta è stata organizzata stamattina da un gruppo di giovani, che ha ricoperto i vetri dell’esercizio commerciale di vernice colorata e lasciato diverse scritte contro il colosso italiano del petrolio, fra cui “Eni criminale” e “Stop combustibili fossili”. Nel corso dell’azione dimostrativa sono le vetrate sono state anche danneggiate a colpi di martello.

I ragazzi, che stanno portando avanti la campagna Ultima Generazione per le strade di Roma, si sono poi seduti a terra davanti allo store di  Piazza Augusto Albini 32, esponendo dei cartelli con messaggi molti evocativi, come “Non fossilizzarti. Unisciti a noi!”, “Ritardo=morte” e “Rompere il vetro in caso di emergenza”.

Noi abbiamo due richieste: quella di smetterla completamente con gli investimenti nelle fonti fossili che uccidono noi e il Pianeta e con le nuove trivellazioni previste nel piano del Ministero della Transizione Ecologica e di chiudere tutte le centrali a carbone. – ha invocato uno dei giovani manifestanti – Abbiamo bisogno di una transizione che parta dalle risorse che l’Italia già possiede: il sole e il vento.

Qualche giorno fa gli attivisti avevano inscenato una protesta simile davanti all’Eni store del quartiere Appio e alla sede legale dell’azienda, all’Eur, imbrattando anche in quel caso i vetri della struttura e manifestando con dei cartelli.

I danni causati dalle bombolette e dai martelli non sono nulla in confronto ai danni che Eni sta causando a livello ambientale. Nonostante una continua affermazione di volersi impegnare per rispettare gli accordi di Parigi, il nuovo piano industriale di Eni prevede non solo un aumento della quantità di oil e gas estratti nei successivi anni, ma anche l’uso di tecniche di estrazione che vanno decisamente a cozzare con l’intento promosso. – spiegano i ragazzi di Extinction Rebellion – Rinunciare all’aria condizionata sarà inutile se non si attuano seri provvedimenti a livello energetico, e continuare a nascondersi dietro striscioni colorati di verde e frasi da paladini dei lavoratori non impedirà loro di toglierci anche quel futuro che stiamo combattendo per ottenere. Ogni azienda ha lasciato il proprio segno su questo mondo, fino a riempirlo di crepe. Ormai basta poco e tutto andrà in frantumi.

Molti utenti sui social hanno accusato i giovani di vandalismo. Forse gli attivisti avrebbero potuto evitare di danneggiare le vetrate con i martelli, ma il motivo della protesta è più che lecito. Almeno i giovani stanno provando a far sentire la proprio voce (seppur con modalità discutibili).  Non possiamo restare in silenzio mentre il Pianeta è al collasso.

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Fonte: Ultima Generazione (Extinction Rebellion)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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