In queste 2 città italiane ci saranno centinaia di decessi per caldo e smog nei prossimi decenni, lo studio

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Se non riusciremo a combattere efficacemente la crisi climatica, anche in Italia siamo destinati a morire letteralmente a causa del caldo e dello smog. Previsti centinaia di decessi a Roma e Milano nei prossimi decenni: i dati inquietanti del nuovo studio dell'ENEA

La vita sul nostro Pianeta sta diventando sempre più proibitiva a causa della crisi climatica. A fare le spese di questa situazione non è solo l’ambiente, ma anche i suoi abitanti. Fattori come smog e le temperature sempre più alte rischiano di far aumentare il numero di decessi e non soltanto in Paesi lontani come l’India e il Pakistan (che quest’anno sono alle prese con un caldo a dir poco infernale).

Il rischio di mortalità più elevato da qua al 2050 riguarda anche l’Italia, in particolare due grandi città che sono state oggetto di un recente studio realizzato dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e pubblicato sulla rivista Science Direct.

I dati emersi sono abbastanza inquietanti: entro i prossimi 30 anni circa si prevede un aumento della mortalità dell’8% a Roma e del 6% a Milano, per effetto della combinazione del caldo e dell’inquinamento atmosferico.

Per il nostro studio abbiamo selezionato Roma e Milano per la popolosità e per le differenti condizioni climatiche, socioeconomiche e di inquinamento – spiega Maurizio Gualtieri, ricercatore del Laboratorio Inquinamento Atmosferico dell’ENEA – Roma ha temperature più miti, un basso livello di umidità e alti livelli di ozono, mentre Milano, che si trova in una delle aree più inquinate d’Europa come la Pianura Padana, è esposta a temperature più fredde, ha un tasso di umidità più alto e venti più moderati, insieme ad alti livelli di PM10. Queste sono tutte condizioni che possono avere un impatto significativo sulla salute e sul rischio di mortalità. Infatti, il particolato atmosferico è riconosciuto come agente cancerogeno e rappresenta la prima causa ambientale di mortalità: secondo l’OMS il numero di decessi da inquinamento dell’aria è raddoppiato dal 1990 al 2019 raggiungendo i 4,5 milioni di morti, di cui il 92% a causa del particolato atmosferico e l’8% per l’ozono.

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I dettagli dello studio

Per portare a termine la ricerca il team dell’ENEA ha messo a punto un modello di calcolo che integra simulazioni climatiche e di qualità dell’aria (FARM) a livello regionale, con una risoluzione spaziale di 20 km2.

“Abbiamo così ottenuto una migliore comprensione degli effetti combinati del clima e dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana al 2050, utilizzando come riferimenti due scenari IPCC che presuppongono, entro il 2100, un aumento della temperatura media globale che oscilla tra 0,4 e 0,8 °C nello scenario più ‘sostenibile’ (RCP2.6) e 3,3 – 4,9 °C nello scenario meno sostenibile di business as usual (RCP8.5)”, sottolinea Melania Michetti, ricercatrice ENEA della divisione Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali.

Le previsioni drammatiche per gli abitanti di Milano e Roma

In base a quanto emerso dallo studio, nei prossimi decenni nella capitale si potrebbe raggiungere i 591 decessi l’anno durante i mesi estivi (l’8% in più rispetto ai decenni precedenti) a causa del caldo e di una concentrazione di ozono troposferico (O3) al di sopra del valore limite per il danno alla salute umana (70 μg/m3). A Roma il numero di decessi fra gli over 85 dovuti alle temperature estremamente calde al 2050 è stimato in 312 casi su 1.398 annuali.

Invece, a Milano si prevede che la mortalità sarà più elevata durante i mesi invernali (1.787 decessi su 1.977 complessivi, pari al 90%) per via del clima più rigido, delle maggiori concentrazioni di PM10 “per effetto delle maggiori emissioni da combustione e di condizioni atmosferiche stagnanti dovute alla geomorfologia e alla localizzazione di Milano”.

“L’esposizione alle alte e alle basse temperature rappresenta uno dei fattori di stress più preoccupanti perché causa un aumento della mortalità, in particolare tra i soggetti più vulnerabili della popolazione come gli over 85 e, in generale, determina un’ampia gamma di effetti sulla salute che vanno dallo stress da caldo/freddo, colpi di calore e disidratazione, all’insorgenza o il peggioramento di patologie respiratorie e cardiovascolari” spiegano i ricercatori dell’ENEA.

Purtroppo queste previsioni riguardano un futuro abbastanza prossimo. I risultati drammatici dello studio ci inducono a fare una riflessione, ma soprattutto dovrebbero spingere le istituzioni ad adottare politiche più severe in materia di qualità dell’aria e contrasto alla crisi climatica.

Come sottolineato dagli esperti dell’ENEA, nel caso in cui si riuscisse a contenere la temperatura media globale al di sotto di 1,5 °C entro il 2100, il numero di decessi si ridurrebbe di 8 volte a Roma e di 1,4 volte a Milano rispetto al periodo 2004-2015.

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Fonte: ENEA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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