Contro la crisi climatica si potrebbero (anzi, si dovrebbero) recuperare le emissioni di metano in atmosfera

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Le dispersioni di metano in atmosfera sono più pericolose per il clima dell’anidride carbonica e vanno recuperate. In questo modo si combatterebbe il riscaldamento globale invertendo la rotta. Una via che gli scienziati chiedono di seguire al più presto

Ridurre le emissioni di gas serra è un must se vogliamo impedire la catastrofe climatica, ma anche recuperare quelle ormai disperse può essere di grande aiuto, soprattutto se è il metano disperso in atmosfera ad essere recuperato.

Due studi condotti lo scorso anno dai ricercatori della Stanford University (Usa) potrebbero aiutare a spianare la strada definendo un progetto per coordinare la ricerca sulle tecnologie di rimozione del metano (in parte già disponibili) e modellando un approccio che potrebbe avere un effetto incredibile sulla riduzione delle future temperature di picco.

Il metano come gas serra

Il metano è un target importantissimo per la lotta ai cambiamenti climatici: infatti, rispetto all’anidride carbonica, il primo costituisce una frazione delle emissioni di gas serra causate dall’uomo, ma si stima che sia 81 volte più potente in termini di riscaldamento del clima nei primi 20 anni dopo il suo rilascio e circa 27 volte più potente in un secolo.

E tra l’altro la sua concentrazione relativa è cresciuta più del doppio di quella dell’anidride carbonica dall’inizio della rivoluzione industriale, poiché le emissioni di metano sono in larga parte guidate dall’uomo, soprattutto da fonti agricole e risaie, ma anche smaltimento dei rifiuti ed estrazione di combustibili fossili.

recuperare le emissioni di metano

©Stanford University

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Le fonti naturali di metano, compresi i microbi del suolo nelle zone umide, rappresentano il restante 40% delle emissioni globali di metano. E purtroppo si prevede che alcune di essi, come lo scongelamento del permafrost, aumenteranno con il riscaldamento del pianeta.

The last but not the least, mentre l’anidride carbonica persiste per secoli, il metano per circa un decennio, il che significa che, se le emissioni vengono ridotte, l’atmosfera risponderà in un arco di tempo simile, portando a un riscaldamento più lento a breve termine.

recuperare le emissioni di metano

©International energy agency (Global Methane Tracker 2022)

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La rimozione del metano dall’atmosfera come via di mitigazione dei cambiamenti climatici

Le analisi hanno mostrato come la rimozione di circa tre anni di emissioni di metano causate ridurrebbe le temperature superficiali globali di circa 0,21°C, riducendo i livelli di ozono abbastanza da prevenire circa 50.000 morti premature ogni anno.

I tempi sono maturi per investire nelle tecnologie di rimozione del metano

sostiene Rob Jackson, coautore degli studi

Infatti, sebbene lo sviluppo di tecnologie per la rimozione del metano non sarà facile, i potenziali vantaggi finanziari sono notevoli: i modelli più rilevanti mostrano che i prezzi di mercato per la compensazione delle emissioni di carbonio potrebbero salire a 100 dollari o più per tonnellata in questo secolo, ma ogni tonnellata di metano rimossa dall’atmosfera ne potrebbe valere più di 2.700.

E l’impatto potrebbe davvero essere determinante: lo studio di modellizzazione, che utilizza un nuovo modello sviluppato dal servizio meteorologico nazionale del Regno Unito (UK Met Office) è stato condotto generando una serie di scenari variando la quantità rimossa o i tempi di rimozione per generalizzare i loro risultati su un’ampia gamma di percorsi realistici per le emissioni future.

In uno scenario di emissioni elevate, l’analisi ha mostrato che una riduzione del 40% delle emissioni globali di metano entro il 2050 porterebbe a una riduzione della temperatura di circa 0,4°C entro il 2050. In uno scenario di basse emissioni, invece, in cui la temperatura raggiunge picchi durante il 21° secolo, la rimozione del metano di la stessa grandezza potrebbe ridurre la temperatura di picco fino a 1°C.

Questo nuovo modello ci consente di capire meglio come la rimozione del metano altera il riscaldamento su scala globale e la qualità dell’aria su scala umana

spiega Sam Abernethy, coautore di entrambi gli studi

Ma è necessario, comunque, un approccio coordinato: i ricercatori hanno per questo stilato un’agenda di ricerca che confronta e contrappone aspetti della rimozione dell’anidride carbonica e del metano, descrivendo una gamma di tecnologie per la rimozione del metano e delineando un quadro per coordinare e accelerare il suo scale-up.

Il metano è più difficile da catturare dall’aria perché la sua concentrazione è così bassa, ma secondo i ricercatori le tecnologie in crescita, come una classe di materiali cristallini chiamati zeoliti in grado di assorbire il gas, sono davvero molto promettenti.

La rimozione dell’anidride carbonica ha ricevuto miliardi di dollari di investimenti che hanno portato alla nascita di dozzine di società – conclude Jackson – Abbiamo bisogno ora di impegni simili per la rimozione del metano

E in tempi di COP27, quando i Paesi dovrebbero prendere impegni seri, queste parole riecheggiano ancora più forte.

Entrambi gli studi sono stati pubblicati su Philosophical Transactions of the Royal Society A.

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Fonti: Stanford University / Philosophical Transactions of the Royal Society A (modellizzazione) / Philosophical Transactions of the Royal Society A (agenda di ricerca)

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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