La crisi climatica porterà a ondate di caldo sempre più precoci e a stagioni estive sempre più lunghe

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Le ondate di caldo estremo si verificheranno sempre prima e sempre più spesso e arriveremo a temperature che normalmente non si registrano se non a luglio o agosto. Colpa della surriscaldamento globale provocato da noi stessi

Mentre Francia e Spagna sono alle prese con un’ondata di caldo particolarmente intensa, con temperature che hanno superato abbondantemente i 40 gradi Celsius, i meteorologi affermano che l’arrivo sempre più precoce delle ondate di caldo non può non essere direttamente collegato al riscaldamento globale dovuto alle attività umane. Le ondate di calore sono una chiara indicazione, insomma, che le conseguenze del riscaldamento globale si fanno sentire sempre prima.

Previsioni e meteorologi descrivono infatti l’attuale ondata di caldo in Francia come “notevolmente precoce“, dal momento che le ondate di caldo in Francia si verificano di solito in luglio o agosto. Un’ondata di caldo a giugno è senza precedenti e preoccupante:

Con la crisi del clima, questi eventi si verificano prima e sono anche più intensi di quanto non fossero in passato – ha affermato la climatologo Aglaé Jezequel.

Un assaggio del nostro clima futuro

Il punto è solo uno: condizioni meteorologiche estreme simili diventeranno gradualmente la norma se rimaniamo passivi di fronte al cambiamento climatico.

Stiamo già sperimentando gli impatti e l’aumento delle ondate di caldo oggi, ma potrebbe peggiorare molto in futuro se continuiamo a emettere gas serra, ha aggiunto Jezequel.

Petrolio, gas e carbone sono i principali responsabili del riscaldamento globale. I leader mondiali hanno adottato lo storico Accordo di Parigi il 21 dicembre 2015 al vertice della COP21, stabilendo strategie a lungo termine affinché i Paesi adempiano ai loro impegni di smarcarsi dai combustibili fossili.

L’accordo storico mirava a limitare il riscaldamento globale a 2° C in questo secolo e continuare gli sforzi per limitarlo ulteriormente a 1,5°. Ma lo scorso settembre, due mesi prima del vertice COP 26 di Glasgow, con l’obiettivo apparentemente fuori portata, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha avvertito che il mondo era su un percorso catastrofico verso +2,7°C di riscaldamento.

Il segno più evidente del riscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra è l’aumento del numero e dell’intensità delle ondate di calore nel mondo.

Stiamo sperimentando un assaggio del nostro clima futuro. C’è solo una soluzione per evitare che questo diventi la norma: ridurre le emissioni di gas serra dovute alla combustione di combustibili fossili, spiega a France Inter il climatologo Christophe Cassou, co-autore dell’ultimo rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), secondo cui questa riduzione deve essere immediata, sostenuta nel tempo e su larga scala.

E badate bene: questo è solo l’inizio di eventi di clima caldo estremo, dicono i climatologi. Secondo Cassou, la probabilità di un’ondata di caldo oggi è una su dieci, ma “nel 2030 sarà uno su cinque e intorno al 2050-2060 sarà uno su due“.

Al ritmo attuale, Météo-France prevede una media di 20-35 giorni di ondate di caldo all’anno alla fine del 21° secolo (rispetto ai 3-4 giorni alla fine del 20° secolo).

Cassou dice che la durata delle ondate di caldo determina il loro impatto. “Quello che mostriamo nel rapporto dell’IPCC è che queste ondate di caldo durano per un periodo di tempo più lungo, le stagioni estive sono più lunghe e avranno un impatto maggiore – comprese le ondate di calore che iniziano presto – nella misura in cui comportano rischi per i raccolti agricoli”.

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Fonte: Météo-France

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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