Le invasioni di locuste (e le carestie) saranno sempre più frequenti: la crisi climatica mette a rischio la nostra alimentazione 

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Prepariamoci ad un boom di invasioni di locuste. Con l'aumento delle temperature del Pianeta, i parassiti migratori più devastanti al mondo saranno sempre più numerose, forti e voraci

Negli ultimi anni sono diventate l’incubo degli agricoltori e allevatori africani: stiamo parlando delle locuste, che seminano devastazione nei campi. L’invasione di questi pericolosi insetti, però, non resterà più un fenomeno sporadico. Ci tocca abituarci a questa “piaga biblica”.

La causa? Tutta colpa dell’aumento delle temperature del nostro Pianeta, che sta già provocando l’aumento di fenomeni meteorologici estremi come trombe d’aria e alluvioni, alternati a periodi sempre più lunghi di siccità. A lanciare l’allarme è un recente studio pubblicato sulla rivista Ecological Monographs. 

Proprio come le persone, le locuste possono essere timide o socievoli. – spiegano i ricercatori della Arizona State University – Le popolazioni di questi insetti possono trascorrere diverse stagioni in una popolazione a bassa densità, chiamata fase solitaria. Tuttavia, in presenza di circostanze favorevoli, il numero di locuste aumenta fino al sovraffollamento, innescando un drastico passaggio a una fase gregaria: sociale, dai colori vivaci e in grado di formare sciami migratori di 80 milioni di locuste per chilometro quadrato.

Con ogni locusta che consuma fino a 2 grammi di vegetazione ogni giorno, uno sciame di queste dimensioni può viaggiare fino a 90 miglia al giorno, consumando la stessa quantità di cibo di 35.000 persone. Non c’è da stupirsi che siano considerati il ​​parassita più devastante del mondo.

Con il caldo le locuste digeriscono più velocemente

Per svelare le dinamiche legate agli sciami di questi temibili insetti gli studiosi hanno studiato la fisiologia della locusta sudamericana (Schistocerca cancellata), in particolare la loro abilità di digerire il cibo in condizioni climatiche differenti.

Un aspetto unico del nostro studio è che abbiamo combinato molti diversi approcci di ricerca, tra cui osservazioni sul campo, esperimenti di laboratorio e modelli computazionali – chiarisce Jacob Youngblood, dottorando in biologia all’Arizona State University e principale autore della ricerca – Per combinare questi approcci, abbiamo riunito un team eterogeneo di ricercatori, che includeva fisiologi, ecologisti, entomologi e agricoltori. La collaborazione con un team così diversificato ci ha permesso di studiare gli effetti del cambiamento climatico su molteplici aspetti della biologia delle locuste.

Dalla ricerca è emerso che le locuste digeriscono più velocemente in presenza di temperature maggiormente elevate. Ciò significa che più farà caldo, meno ci metteranno a cibarsi e a riprodursi. Quindi le invasioni di locuste saranno sempre più ricorrenti.

Secondo le previsioni degli scienziati, questi insetti saranno in grado di assimilare molta più energia (tra l’8% e il 17%) nel prossimo futuro rispetto ai climi attuali.

Si prevede che anche le popolazioni migratrici di locuste sudamericane amplieranno il loro areale lontano dall’equatore a causa del cambiamento climatico. – spiegano – I modelli che considerano la fisiologia delle locuste in realtà prevedono un intervallo di espansione più piccolo rispetto ai tipici modelli correlativi, ma i modelli basati sulla fisiologia prevedono anche un aumento del tasso di crescita della popolazione, con conseguenti danni alle colture ancora maggiori.

In base al nuovo studio, aree come il Sud America andranno incontro ad un aumento delle perdite di circa il 17% dei raccolti nell’arco dei prossimi anni. Ciò porterà inevitabilmente a costanti crisi nel sistema alimentare.

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Fonti: Ecological Monographs/Arizona State University

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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