Il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati nel mondo

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L’ultimo rapporto del NOAA sullo stato del clima globale conferma che il 2020 è stato tra i tre anni più caldi mai registrati

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L’ultimo rapporto dell’American Meteorological Society sullo stato del clima globale conferma che il 2020 è stato tra i tre anni più caldi mai registrati

Non solo pandemia, il 2020 è stato l’annus horribilis anche per il clima, classificandosi come l’anno più caldo mai registrato in Europa. Il 2020 nel vecchio continente è stato infatti di 1,9° C al di sopra della media 1981 – 2010. Ma il problema riguarda ogni angolo del globo, anche se non tutte le regioni stanno vivendo il cambiamento allo stesso ritmo.

È quanto emerge dal 31esimo rapportoState of the Climate 2020”, un supplemento speciale del Bulletin of the American Meteorological Society (BAMS) dei National Centers for Environmental Information, NOAA, realizzato da 530 scienziati di oltre 60 Nazioni.

Molti sono i Paesi che hanno registrato temperature medie annue più elevate, tra cui: Belgio (+1,9° C), Paesi Bassi (+1,6° C), Lussemburgo (+2,1° C), Francia ( +1,5° C), Spagna (+1,2° C), Svizzera (+1,5° C), Norvegia (+1,9° C), Polonia (+1,9° C), Estonia (+2,4° C), Lituania (+2,3° C), Finlandia (+2,4° C), Svezia (+2,0 °C), Bielorussia (+2,3 °C), Ucraina (+2,8 °C), Russia europea (+2,9 °C) e Kazakistan (+2,2° C).

A livello globale, il rapporto ha stabilito che il 2020, insieme al 2016 e al 2019, è stato uno dei tre anni più caldi dal 1850. La temperatura globale media dell’anno scorso è stata di circa 0,6° C al di sopra della media del periodo di 30 anni 1981-2010; questo nonostante la transizione nel Pacifico tropicale allo stato di La Niña ad agosto.

tabella noaa

©NOAA

Allo stesso tempo, l’ultimo rapporto IPCC pubblicato il 9 agosto 2021 afferma che nel periodo 2011-2020 la temperatura superficiale globale è stata di 1,09°C (0,95 – 1,2) superiore al periodo preindustriale 1850-1900.

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Inoltre, anche se nel 2020 a livello globale le precipitazioni non sono state eccezionalmente elevate, l’umidità superficiale ha mostrato valori elevati di vapore acqueo sugli oceani, vicini al record a terra, mentre il vapore acqueo atmosferico totale che è ben al di sopra della media. Questa umidità extra aggrava gli effetti delle temperature più elevate sul corpo umano.

Il rapporto

Da quanto si evince dallo studio, i gas serra sono stati i più alti mai registrati. La media globale della concentrazione atmosferica di CO2 è stata di 412,5 parti per milione (ppm), mentre l’aumento del 2020 della concentrazione atmosferica di metano (14,8 parti per miliardo) è stato il più alto aumento di questo tipo da quando sono iniziate le misurazioni sistematiche negli anni ’80. E non solo: l’aumento anno su anno del metano (14,8 parti per miliardo) è stato il più alto di questo tipo dall’inizio delle misurazioni sistematiche.

In più, gli scienziati snocciolano punto per punto uno scenario allarmante:

  • la temperatura superficiale globale ha raggiunto un livello quasi record. Le temperature annuali della superficie globale erano 0,54°-0,62°C al di sopra della media 1981-2010, a seconda del set di dati utilizzato. Ciò colloca il 2020 tra i tre anni più caldi da quando sono iniziate le registrazioni tra la metà e la fine del 1800
  • le temperature della superficie del mare hanno raggiunto un livello quasi record. La temperatura media globale della superficie del mare del 2020 è stata la terza più alta mai registrata, superata solo nel 2016 e nel 2019, entrambe associate agli eventi di El Niño
rapporto clima europa

©NOAA

  • il livello globale del mare è stato il più alto mai registrato. Per il nono anno consecutivo, il livello medio globale del mare è salito a un nuovo massimo record ed è stato di circa 91,3 mm superiore alla media del 1993, anno che segna l’inizio del record dell’altimetro satellitare. Il livello globale del mare sta aumentando a un tasso medio di 3 cm per decennio a causa dei cambiamenti climatici. A spiegare l’innalzamento del livello medio globale del mare sono ovviamente lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte glaciali e il riscaldamento degli oceani
  • il 2019/2020 è stato il 33esimo anno consecutivo in cui i ghiacciai di montagna hanno perso massa e anche il 12esimo anno consecutivo in cui hanno avuto perdite superiori a 500 mm in profondità. Rispetto alla media del 1981-2010, i laghi dell’emisfero settentrionale hanno registrato una diminuzione del periodo di copertura del ghiaccio di circa 8,5 giorni. Si tratta del terzo dato più basso dall’inverno del 1979/80.

Fonte: NOAA

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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