COP27: cosa prevede l’accordo proposto a sorpresa dall’Europa per istituire un fondo a copertura dei danni dei disastri climatici

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L&D, ovvero “Loss and Damage”: obiettivo di questa COP agli sgoccioli è (sarebbe stato) quello di rispondere ai bisogni delle comunità che già oggi subiscono impatti gravi in termini di finanziamenti per interventi di mitigazione e di adattamento, ma anche in termini di perdite e danni causati dai cambiamenti climatici. Manca poco, a che punto siamo arrivati?

Nelle prime ore di stamattina al vertice sul clima delle Nazioni Unite in Egitto, il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha lanciato una proposta a nome dell’Unione europea: accettare di istituire un fondo per perdite e danni.

I Paesi ricchi avevano resistito sinora a questa richiesta chiave, sostenendo che ci sarebbe voluto del tempo per stabilire se un tale fondo fosse necessario e come avrebbe funzionato. Ma perché?

Perdite e danni” si riferisce di fatto alle devastazioni dovute alle condizioni meteorologiche estreme nei Paesi poveri e ai finanziamenti necessari per il salvataggio e la ricostruzione dopo i disastri legati al clima.

Eravamo riluttanti riguardo a un fondo, non era una nostra idea avere un fondo. La mia riluttanza era dovuta al fatto che so per esperienza che ci vuole tempo prima che un fondo possa essere istituito, e più tempo prima che sia riempito, mentre disponiamo di strumenti già esistenti, con i quali credo che potremmo muoverci più velocemente, dice Timmermans.

In cosa consisterebbe il fondo

Secondo quanto si legge su The Guardian, il fondo non opererebbe isolatamente, ma come parte di un mosaico di più soluzioni che includono, per esempio, la riforma delle banche multilaterali di sviluppo.

Nello specifico, quello dell’Ue è un sì a istituire subito un fondo per le compensazioni per perdite e danni, come stanno chiedendo i Paesi in via di sviluppo. Ma in cambio di:

  • un impegno globale a ridurre l’uso di tutte le fonti fossili, non solo il carbone citato nella bozza di accordo della COP27
  • della promessa di ridurre il picco di emissioni di gas serra
  • di un allargamento del numero dei Paesi che devono contribuire alla nuova Finance Facility

L’offerta finale formulata dall’Europa sul tema più spinoso e cruciale che si discute a Sharm el-Sheikh, quello dei loss & damage, arriva nella notte e prova a sbloccare i negoziati.

Ciò potrebbe sbloccare i negoziati. Tuttavia, nella bozza conclusiva lo spazio relativo ai ristori chiesti dai Paesi in via di sviluppo non compare.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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