Spesa solidale e corsi di formazione per combattere la disoccupazione: l’iniziativa contro la povertà a Milano 

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La povertà è una sfida sempre più grande anche in Italia. Per combatterla a Milano l'organizzazione umanitaria Azione contro la Fame ha avviato un progetto che ha già cambiato in meglio la vita di tante famiglie. Oltre ad avere un supporto concreto per la spesa, tante persone sono riuscite a trovare un lavoro e riacquistare la fiducia in sé stessi

L’inflazione ha dato il colpo di grazia a tantissime famiglie italiane, che si ritrovano in serie difficoltà economiche e non riescono più a far fronte alle bollette salatissime e ad acquistare alimenti in cui prezzi sono lievitati. Per dare una mano concreta alle persone bisognose che vivono a Milano, all’inizio dello scorso anno è stato lanciata un’iniziativa virtuosa che prevede non solo un aiuto per la spesa, ma anche dei percorsi formativi finalizzati a contrastare la disoccupazione.

A portare avanti il virtuoso progetto-pilota “Mai più Fame: dall’emergenza all’autonomia”, che nasce con lo scopo di andare al di là della mera assistenza e dei sussidi, l’organizzazione umanitaria internazionale Azione contro la Fame (attiva in 51 Paesi del mondo).

L’iniziativa, che ha coinvolto circa 100 persone, ha portato a risultati estremamente incoraggianti. Oltre a riuscire a trovare lavoro con regolare contratto e a riacquistare quindi autonomia e autostima, gran parte dei partecipanti è riuscito a migliorare anche le sue abitudini alimentari.

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Sostegno immediato alla spesa ed educazione alimentare

Ma come funziona nel dettaglio “Mai più Fame: dall’emergenza all’autonomia”? Il progetto-pilota si è svolto a Milano presso l’Hub alimentare Spazi Indifesa del quartiere gallaratese nel primo semestre 2022. Durante questi mesi le famiglie beneficiarie hanno ricevuto due tessere spesa mensili:
• la prima, attivata in collaborazione con l’associazione IBVA presso il market “Solidando” presente all’interno dell’Hub Spazio Indifesa del gallaratese, grazie ad un sistema a punti-valore variabili in funzione della composizione del nucleo familiare, ha consentito alle famiglie di acquistare beni alimentari e di prima necessità disponibili presso il market solidale.
• la seconda, del valore di 100 € mensili e attivata con un partner della grande distribuzione per una durata di 4
mesi, allargato lo spettro di beni acquistabili in risposta ai bisogni familiari e di lasciare maggiore flessibilità ed autonomia alle scelte dei singoli.

Le famiglie protagoniste hanno seguito, inoltre, un percorso di educazione alimentare per migliorare il loro benessere e riordinare le priorità d’acquisto. Oltre a ricevere la guida Azione contro la Fame sulle corrette abitudini, hanno preso parte a workshop interattivi condotti da un esperto in materia di nutrizione.

I percorsi di formazione per riacquistare autonomia e fiducia in sé stessi

L’iniziativa di Azione contro la Fame è andata oltre all’assistenza e all’educazione alimentare. Il terzo pilastro, infatti, si basa sull’autonomia a lungo termine delle persone coinvolte. Per questo è stato avviato un percorso dalla durata di quattro mesi con lo scopo di migliorare le competenze professionali, personali e sociali dei partecipanti.
Il percorso ha avuto diverse “anime”, tra loro strettamente connesse:
• l’acquisizione di strumenti e conoscenze utili alla ricerca attiva del lavoro attraverso l’uso del computer a disposizione dell’aula (stesura di un curriculum e di una lettera di presentazione, comprensione delle tecniche del colloquio e dei principali canali utilizzati per la ricerca di lavoro) e l’identificazione per ciascuno dei beneficiari di un piano di azione che includesse un pensiero realistico per raggiungere un obiettivo desiderato e sostenibile.
• la dimensione di gruppo, che ha favorito lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze relazionali dei partecipanti, stimolando l’aiuto e il sostegno reciproco, la circolazione e la condivisione dei saperi e la valorizzazione individuale
• il coinvolgimento di soggetti esterni, come aziende, agenzie per il lavoro, esperti dei settori professionali ecc., sia in qualità di voci alternative e autorevoli della formazione, che di “ponti” verso concrete opportunità di inserimento lavorativo.

I risultati incoraggianti del progetto-pilota

Come anticipato, l’iniziativa milanese ha avuto un esito decisamente positivo. E a confermarlo sono i numeri: alla fine percorso formativo il 52% dei partecipanti ha ottenuto un lavoro con regolare contratto, mentre il 7% ha deciso di tornare alla formazione, professionalizzante o universitaria. Complessivamente, quindi, il tasso di successo del progetto in termini di riattivazione personale e professionale è stato del 59%.

azione contro la fame

@Azione contro la Fame

La maggior parte dei contratti di lavoro attivati è costituita da contratti a termine della durata media di 44 giorni. A questi va aggiunta l’attivazione di un contratto a tempo indeterminato. – spiega l’organizzazione umanitaria – Questi dati risultano da un monitoraggio effettuato al termine dei 4 mesi di percorso, che verrà ripetuto successivamente, per verificare quanti dei contratti a termine siano stati rinnovati o stabilizzati e quanti dei non inseriti abbiano successivamente trovato occupazione.

Ma non finisce qui. L’impatto è stato molto incoraggiante anche dal punto di vista delle abitudini alimentari, che sono migliorate sensibilmente. Il 78% dei beneficiari ha ridotto la quantità di zucchero consumata quotidianamente, il 74% consuma pasti più variati, il 70% beve più acqua, il 63% compra meno cibi grassi e ultra-processati. Inoltre, l’85% dei beneficiari ha affermato di aver imparato come preparare cibo sano per sé e per la sua famigli, mentre oltre il 90% ha dichiarato una dieta sana una delle cose più importanti per il benessere.

Infine, il 70% dei protagonisti del progetto si è convinto che esiste una correlazione tra miglioramento delle abitudini alimentari e capacità di trovare e mantenere un lavoro.

progetto azione contro la fame

@Azione contro la Fame

L’iniziativa avviata a Milano è la conferma che uscire dalla povertà è possibile, ma spesso c’è bisogno di una rete per riuscire a farlo e a ritrovare la propria autonomia e condurre una vita più serena e dignitosa. Il mondo sarebbe un posto migliore se in tutte le città ci fossero progetti di questo tipo.

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Fonte: Azione contro la Fame 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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