Ipovedente, nera e albina: sfida i pregiudizi e arriva prima al corso di psicologia dell’Università

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Nera, albina e ipovedente, la ragazza che vedete in foto, ha sfidato tutti i pregiudizi e mostrato il suo reale valore (oltre che la sua vera identità a lungo negata) riuscendo ad entrare da “prima” al corso di Psicologia dell’Università di San Paolo (USP).

Dalla periferia della Zona Est della capitale San Paolo alla Città Universitaria Armando de Salles Oliveira. È questo il grande percorso compiuto da studentessa di 20 anni, Ana Beatriz Ferreira. Non vedente, nera, albina ed ex studentessa di una scuola pubblica, è riuscita ad entrare alla facoltà di Psicologia dell’USP, l’Università di San Paolo.

Ana Beatriz ha un percorso di vita molto difficile, segnato da una diagnosi tardiva di disabilità visiva e dalla scoperta (sofferta) della propria identità razziale. Figlia di madre di colore e padre bianco, Ana ha maturato la convinzione che poteva definirsi “nera”, anche con la pelle bianca, causata dall’albinismo, una malattia genetica che altera la produzione di melanina.

Ma fino a quel momento, ha sperimentato grandi conflitti interiori:

Quando ero bambina, ho visto il razzismo che mia madre, le mie zie e i miei amici hanno dovuto affrontare. […] Non volevo essere una persona di colore e passare anch’io attraverso quello. Ho provato a usare l’albinismo per diventare bianca e mi sono lisciata i capelli

Ha smesso di non accettarsi per quello che era solo durante l’adolescenza:

Da lì, ero un po’ confusa. Sono una persona bianca o non lo sono? Ho privilegi o no? Cosa sono? E poi, ho deciso che non mi sarei più lisciata i capelli e che avrei accettato la mia identità.

Sempre durante l’adolescenza ha scoperto che l’albinismo non era solo un problema della sua pelle: il fatto di avere una bassa sintesi di melanina anche negli occhi comprometteva in modo significativo la sua possibilità di vedere.

Per poter leggere sulla lavagna, Ana Beatriz doveva alzarsi e starle molto vicino e neppure gli occhiali riuscivano a risolvere il problema. La diagnosi tardiva ha fatto perdere a questa ragazza gran parte di quanto si impara a scuola nei primi anni.  

Ha continuato comunque a studiare, tramite corsi riservati a studenti a basso reddito e per un periodo si è dedicata anche alla carriera di modella.  

Ora, dopo questo inizio di vita non proprio semplice, Ana grazie al suo impegno e alla sua determinazione, è riuscita ad ottenere una grande soddisfazione: è entrata come prima allieva al corso di psicologia dell’USP, accedendo nella modalità delle quote per studenti di colore e indigeni che frequentavano le scuole pubbliche.

Il mio caso non può dimostrare che la meritocrazia funziona nel nostro paese. Ho avuto una serie di privilegi: il sostegno della mia famiglia, l’accesso a corsi che mi hanno aiutato, la possibilità di smettere di lavorare per un periodo di studio. Certo, c’è una questione di dedizione personale, ma c’è anche una rete di supporto che non tutti hanno. Ha dichiarato Ana.

Le lezioni all’USP sono iniziate e Ana intende ora portare la psicologia in periferia per aiutare anche chi sta attraversando ciò che lei ha già passato.

Fonte: G1 Globo

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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