Contro il freddo dell’inverno, il Muro della Gentilezza ci fa ridare speranza nel genere umano

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Ogni inverno questa agenzia immobiliare di Stoccolma rilancia l'iniziativa solidale del "Muro della gentilezza" per donare abiti caldi ai più bisognosi

Dove più, dove meno, questi giorni di fine anno sono caratterizzati da freddo intenso e temperature rigide. Nelle nostre case abbiamo la possibilità di scaldarci con stufe e termosifoni, di coprirci con maglioni e coperte, di ripararci dall’aria gelida dell’inverno chiudendo bene porte e finestre.

Ma tutto questo non è scontato, e non dovremmo mai dimenticarlo. Ci sono, purtroppo, molte persone che non hanno una casa, che vivono in strada, e che devono fare i conti con temperature ai limiti del sopportabile. O anche famiglie meno abbienti che non riescono a sostenere le spese di un abbigliamento consono a resistere al freddo dell’inverno.

Proprio pensando a queste persone, l’agenzia immobiliare svedese Widerlov&Co. da qualche anno porta avanti un bellissimo progetto solidale: è il Wall of Kindness, il “muro della gentilezza”. La parete esterna dei loro uffici, quella che dà sulla strada, durante le settimane più fredde dell’anno si trasforma in un gigantesco guardaroba a cielo aperto.

“Prendi una giacca se ti serve. Regala una giacca se ne hai di scorta”, recita il motto dell’iniziativa. Chiunque abbia un cappotto di cui non ha più bisogno può lasciarlo in questo luogo, mentre chi ha necessità di ripararsi dal caldo può trovare ciò che gli serve.

Ci sono molti di noi che hanno vestiti caldi a casa, nell’armadio, che non usano più – ha commentato Peter Eriksén, uno degli agenti immobiliari dell’ufficio. – Con questa iniziativa svuoteremo un po’ il nostro armadio e aiuteremo chi ne ha più bisogno.

In realtà, il muro della gentilezza non è un’iniziativa svedese. Il concetto nasce alcuni anni fa in Iran con l’obiettivo di aiutare i poveri e i senzatetto della città di Mashhad: grazie ad alcuni anonimi volontari, in diversi punti della città comparvero armadi a cielo aperto dove chi aveva bisogno poteva prendere dei vestiti.

Ben presto i muri della gentilezza si sono diffusi a macchia d’olio in Iran e nel resto del mondo, declinati in vario modo: dai vestiti si è poi passati ad altri generi di necessità, come cibo (con i frigoriferi della solidarietà che trovano posto negli androni di molti condomini), libri e giocattoli per i più piccoli.

La formula è sempre la stessa, semplice ma efficace: chi può, metta; chi non ha, prenda. Troviamo che sia un’iniziativa bellissima che andrebbe introdotta in ogni Comune. C’è sempre bisogno di aiuto e solidarietà – non solo a Natale.

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Fonte: Widerlov&Co.

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Sono una giornalista e una blogger. Collaboro con le testate GreenMe, Ambiente Magazine e The Wise Magazine e mi occupo di natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura

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