La chef Viviana Varese assume donne vittima di violenza: la pasticceria come inno di rinascita

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Una gelateria e pasticceria a Milano dove lavorano solo donne che hanno subito violenza per riconquistare una libertà economica e una serenità perdute da troppo tempo

Essere “Viva” non è mai stato così forte come grido di coraggio e unione. Perché Viva è il nome del nuovo progetto della chef Viviana Varese che, oltre alla sua omonima oasi del gusto stellato Michelin, aggiunge un nuovo tassello di sapori e libertà. Nel quartiere Isola di Milano ha aperto Io sono viva, una gelateria e pasticceria che è anche un luogo di rinascita.

Nato il collaborazione con CadMi, la Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano attiva dal 1986 nella cornice dell’UDI – Unione Donne in Italia, questo luogo del dolce gusto impiega quante hanno subito diverse forme di violenza: fisica, psicologica, sessuale, economica o stalking. Per ogni chilo di gelato venduto verrà devoluto 1€ a CADMI a sostegno dei vari progetti.

Avere un lavoro, condividere le giornate con persone che hanno la stessa spinta nella vita, avere uno stipendio e un’indipendenza rende quest’iniziativa importante e necessaria allo stesso tempo per donare a queste persone fiducia e coraggio. La chef salernitana, per il suo riconosciuto e estensivo impegno volto all’inclusività, è stata insignita del riconoscimento internazionale di “Champion of change”, assegnatole la scorsa estate da World’s 50 Best Restaurants tre “eroi non celebrati” nel mondo della ristorazione nell’ambito in 50 Best for Recovery.

Viva Viviana Varese è uno dei progetti attualmente attivi in questo settore come Le Ghiottonerie di Casa Lorena a Casal Di Principe, dove si creano confetture, dolci, creme spalmabili e composte, e il progetto di imprenditoria sociale palermitana “Cuoche combattenti” per l’emancipazione economica delle donne vittime di violenza di genere.

Ma considerati i numeri delle violenze ai danni delle donne avremmo bisogno, in primis di un cambio di mentalità e attenzione, e poi anche di tante altre coraggiose iniziative come queste. I numeri diffusi dal Dipartimento della pubblica sicurezza della Direzione centrale della polizia criminale parlano chiaro dell’inquietante stato delle cose: fino al 21 novembre 2021 le vittime di genere femminile conclamante erano 109, di cui 63 morte per mano di un partner o ex partner. Inoltre nel secondo trimestre dello stesso anno di riferimento le chiamate al numero di supporto, 1522, via telefono e chat erano aumentate rispetto al periodo precedente con un +6,7% che in numeri si traduce in 8.509 richieste di aiuto.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonte: Viva Viviana Varese; Min. Interno; ISTAT

 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook