Nei lidi si può portare cibo e acqua? A Bacoli bagnanti perquisiti prima dell’accesso in spiaggia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Ai bagnanti di Bacoli era stato imposto di consumare nel punto ristoro dei lidi in cui avevano affittato lettino e ombrellone. Ma, secondo il sindaco Josi Gerardo Della Ragione 'chi gestisce uno stabilimento balneare non è il padrone. Non è proprietario di nulla'

Nei lidi si può portare cibo e acqua? Una domanda che puntuale ci facciamo con il ritorno dell’estate e che, in questi giorni, è rimbalzata alla cronaca per un fatto successo a Bacoli, un comune in provincia di Napoli, dove ai bagnanti sono state perquisite le borse frigo.

Perquisiti prima di entrare in spiaggia per verificare se i bagnanti avessero con sé cibo e bottiglie di acqua. Succede in alcuni lidi di Bacoli dove ai bagnanti è stato imposto di consumare nel punto ristoro degli stabilimenti balneari in cui avevano affittato lettino e ombrellone. Bagnanti che però si sono rivolti direttamente al sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha reagito non solo con una denuncia sui social ma con una vera e propria diffida ai gestori dei lidi.

“Trovo intollerabile vietare l’ingresso in spiaggia di bottiglie d’acqua. Trovo intollerabile perquisire, all’ingresso dei lidi balneari, le borse frigo delle famiglie per impedire l’accesso ai lettini di panini preparati da casa”, scrive il sindaco in un post sul proprio profilo Facebook.

“A Bacoli questi scempi devono finire. Sono comportamenti che offendono la nostra terra, la nostra comunità. E che danno il segnale di una convinzione, errata. Sia chiaro. Chi gestisce uno stabilimento balneare non è il padrone. Non è proprietario di nulla. È il concessionario di un bene demaniale. Sia chiaro, lo ripeto meglio. Non è il padrone di nulla. Ma gestisce un patrimonio pubblico, per un tempo. Perché la spiaggia è di tutti. Perché il mare è di tutti”, continua.

Josi Gerardo Della Ragione fa poi una lunga digressione sui diritti dei bagnanti e anche quelli dei lavoratori, denuncia lo sfruttamento e chiede il rispetto di tutti.

“Continueremo ad accogliere a braccia parte tutti coloro che vogliono investire nella nostra città, rispettando il paradiso in cui si trovano. Poi esiste chi pensa di aver comprato, con quattro soldi, la sabbia. Poi esiste chi tratta i lavoratori come schiavi. Chi li umilia, chi li sottopaga. Poi esiste chi incassa, senza pagare i tributi locali. E chi è giunto al punto da sentirsi proprietario. Tanto da arrogarsi il diritto di vietare l’ingresso in spiaggia di una bottiglia d’acqua. Con tanto di perquisizioni all’ingresso. È paradossale. Questa categoria di prenditori di beni pubblici non è gradita a Bacoli. Dovete togliere il disturbo. Siete la rovina della nostra terra. E non ci interessano i vostri piaceri. Non ci interessano i vostri voti. Stiamo inviando lettere di diffida, affinché la si smetta con queste pratiche intollerabili. I beni demaniali sono beni di tutti. Gestirli, deve rappresentare un grande onore. È finita l’epoca dei prenditori, nel nostro paese. È finita un’epoca nefasta. Basta. Voltiamo pagina. Un passo alla volta”, chiosa il sindaco.

Posso entrare con il cibo dentro un lido?

Ma in sostanza, si possono introdurre cibo e bevande all’interno degli stabilimenti balneari? Molte volte al mare ci imbattiamo in dei cartelli di divieto. Divieto che come spiega l’avvocato Alessandro D’Oria sul proprio sito, è del tutto illegittimo.

“Il gestore del lido non può assolutamente vietare la libera fruizione del pasto portato da casa, il lido privato è titolare semplicemente di una concessione demaniale ad occupare uno spazio (dello Stato, appunto), ed è giusto che si faccia pagare per usufruire di quello spazio (con annessi lettini, ombrelloni, wifi, ecc.), ma non può estendere tali servizi fino a decidere cosa può/non può portarsi l’avventore da casa”, spiega l’avvocato e continua: “I cartelli comportano una violazione del codice del consumo e del codice civile, poiché all’atto della stipulazione del contratto (sovente mai in forma scritta), non vi è nessun riferimento all’obbligo o meno di consumare il pasto comprandolo al bar”.

Risponde a questa domanda, in questo breve video, anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori:

Questo è ciò che prevede la legge, al netto di varie delibere di carattere regionale che bisogna consultare prima di partire per le vacanze.

Ti potrebbe interessare:

 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook